Manolito Simonet nasce a Camaguey (Cuba) nel 1961. All'età di 14 anni fonda la sua prima orchestra il Conjunto Safari e dopo poco viene chiamato ad integrare la prestigiosa orchestra Maravilla de Florida. In questa formazione Manolito resta cinque anni maturando una notevole esperienza che lo porterà fino alla direzione dell'orchestra stessa. Nel febbraio del 1993 Manolito decide di fondare la sua attuale orchestra Manolito y su Trabuco presentando una formazione fortemente innovativa nella ricerca di sonorità contemporanee pur ispirandosi alla più pura tradizione musicale cubana.
Pur restando fedele al formato Charanga che già fu della Maravilla de Florida Manolito inserisce tromboni e trombe e amplia la percussione ottenendo un suono più aggressivo rispetto alla precedente esperienza. Fin dalle sue prime incisioni l'artista cubano ottiene un notevole successo popolare installandosi stabilmente nelle preferenze del pubblico nazionale con canzoni come "Todavia no", "El Aguila", "Marcando la distancia". Nel 1994 riceve il premio come migliore orchestra rivelazione a Cuba. In questa trasmissione televisiva cubana, Manolito Simonet racconta alla conduttrice Edith Massola un’ interessante serie di ricordi ed aneddoti della sua giovinezza, prima di formare El Trabuco, l’orchestra che lo ha assunto a fama e successo internazionale.
Il maestro racconta i suoi inizi come musicista autodidatta. Manolito Simonet inizia a suonare le percussioni fin da ragazzino e durante il suo periodo da musicista dilettante. Per esigenze di composizione, Manolito comincia presto ad interessarsi a strumenti di tipo melodico. Inizia a strimpellare di nascosto il tres dello zio, suonandolo con una sua propria tecnica, per ovviare al fatto di essere mancino e di non potere semplicemente invertire le corde dello strumento. Quando lo zio tresero si accorge del talento del ragazzo, gli impartisce una serie di lezioni. Da quel momento, Manolito apprende a suonare chitarra e basso, sempre in maniera autodidattica. Il suo primo avvicinamento al pianoforte avviene intorno ai quindici anni; alcuni
insegnanti di piano gli impartiscono informalmente i primi rudimenti dello strumento e la tecnica.
Manolito ricorda la sua prima esperienza con una vera orchestra quando aveva appena diciassette anni. Era un gruppo di giovani musicisti chiamato Lagrimas Negras, dedicato inizialmente alla musica rock e successivamente alla salsa. Manolito entra a suonare il tres e poi sostituisce il pianista. Racconta ad Edith Massola come suonasse il piano in maniera veramente piuttosto rudimentale. Solo successivamente, Manolito entra nella Escuela de Superación Profesional dove compie rapidi progressi sotto la guida di alcuni insegnanti di musica. Manolito Simonet tiene a sottolineare di non possedere una vera preparazione accademica ma perlomeno di aver avuto la possibilità di imparare a suonare la musica cubana. La musica che suona con il suo Trabuco. Edith Massola, chiede a Manolito Simonet di raccontare a quali modelli musicali si fosse ispirato al tempo dei suoi inizi artistici. Il maestro ricorda la sua passione giovanile per il Conjunto Rumbavana. Rammenta anche la sua passione per Adalberto Alvarez e come avesse iniziato imitandolo. In realtà, Manolito racconta che, agli esordi con la sua orchestra Safari, lui amasse proporre proprio il repertorio del maestro Alvarez con Son 14. Più avanti, Manolito viene presentato al maestro Alvarez. Occasione in cui il maestro gli regala alcune partiture originali di temi musicali come Salomé e El Son de Adalberto, i brani che Manolito ripropone con le sonorità ed arrangiamenti originali. Il direttore del Trabuco ricorda come Adalberto lo invitasse a sostituirlo al piano, quando Son 14 suonava a Camagüey,

Dopo la sua esperienza come direttore di Maravilla de Florida, affascinato dalla vivace attività musicale della capitale, Manolito Simonet decide di trasferirsi a lavorare alla Habana. Riceve diverse offerte, tra cui quella di Elio Revé che lo invita a suonare il piano con il Charangón. L’occasione determinante arriva con la inaspettata disponibilità di Juan Formell. Manolito arriva alla Habana con il pullman dell’orchestra Los Van Van, seduto a fianco di Cesar Pedroso. Il maestro Formell gli presta alcuni strumenti, come lo stesso Elio Revé.
Manolito giustifica con Edith la propria inclinazione ad aiutare i giovani talenti musicali proprio per la sua esperienza. Considerandola come una sorta di restituzione dell’aiuto ricevuto da affermati direttori musicali agli inizi della sua carriera artistica.







