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| Intervista con El Noro |
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di Stefano Santini
El Noro è un giovane cantante che possiede talento e carisma. E’ un elemento con caratteristiche sonere ed è capace di adattarsi bene a temi musicali con sonorità un po’ tradizionali. Infatti, dopo due anni con Salsamayor è chiamato da Manolito Simonet per sostituire El Indio, nel momento della sua uscita dal Trabuco. Nonostante il suo arrivo nell'orchestra nelle fasi finali della registrazione del disco Control, El Noro registra un tema che viene incluso nel disco. Dopo un suo repentino abbandono del Trabuco, El Noro rimane un po’ di tempo in attesa di un nuova occasione con un gruppo che possa valorizzare la sua voce. Viene così chiamato da Cesar Pedroso, ad integrare la formazione Pupy y Los Que Son Son, insieme a Michel Perez e Rusdell Nuñez in occasione dell’uscita di Norberto Gomez. Siamo stati invitati da Pupy presso lo studio di registrazione della EGREM nella Habana vieja, dove Los Que Son Son stanno registrando una nuova versione di Ni Bombones ni Caramelos, un vecchio tema composto da Pupy e portato al successo dai Van Van nel 1997. Abbiamo approfittato dell’occasione per parlare un po’ con El Noro.
Anche se il pubblico europeo ti conosce, vorrei che ti presentassi.
Il mio nome è Norisley Valladares Gómez, sono nato quasi 27 anni fa a Matanzas. Compierò 27 anni proprio questo 22 maggio e li festeggerò alla Casa de
Come nasci come cantante?
Non ho mai studiato per diventare musicista o cantante. Ho studiato per diventare disegnatore. Sono proprio un cantante praticone, ho una preparazione autodidattica. Mi è sempre piaciuto cantare, è il mio sogno da quando ero solo un ragazzino, ho sempre seguito i gruppi musicali cubani, ho sempre ascoltato musica.
Quindi avrai dei modelli ben precisi a cui ti sei ispirato
Potrei dirti che i miei modelli sono i grandi cantanti di un tempo, come per esempio il Benny Moré, in realtà i cantanti che più mi hanno influenzato sono Mayito Rivera e Sixto Llorente El Indio (sono stato un grande fan del Trabuco) … forse anche un po’ Tony Calá. Mi piacciono i cantanti soneri, mi piace cantare il son.
Quali sono stati i tuoi inizi come cantante?
Ho iniziato con un gruppo sconosciuto, si chiamava Doble Impacto. Poi ho avuto la fortuna di lavorare con Maykel Blanco, con cui sono stato molto bene ed ho avuto modo di imparare molto. Dopo circa due di anni con Salsamayor ho avuto l’occasione di cantare per un periodo con Manolito y su Trabuco. Come saprai, non ho lavorato tanto con il Trabuco, non c’erano le condizioni per rimanere. Ma con Manolito registrato alcuni temi (ndr: non usciranno sul nuovo disco), ho partecipato ad alcune apparizioni televisiva e sono andato in tour. Ho anche viaggiato in Italia, ricordi? Adesso sono uno dei cantanti di Pupy y Los Que Son Son. Chi lo avrebbe mai detto?
Ci sono state diverse voci circa la tua uscita dall’orchestra di Manolito Simonet. Quindi vorrei chiederti per quale motivo hai abbandonato l’orchestra El Trabuco.
Ci sono state delle voci? Si mi dici ciò che ti hanno raccontato, potrò confermarti se sono vere.
Si è parlato di problemi con Ricardo Amaray …
Devo confermare che le motivazioni che mi hanno costretto a lasciare il Trabuco sono stati alcuni dissapori con Ricardo Amaray. Ricardo vuole essere il protagonista assoluto del Trabuco e non vuole condividere nulla, non lascia spazio agli altri cantanti. Un problema simile al mio l’ha dovuto affrontare anche El Indio. Credo che sia per questo motivo che se ne sia andato. Ho un grande rispetto per Manolito Simonet ed il Trabuco che considero una delle migliori orcheste cubane, ma li non c’era posto per me. Tra Ricardo e Manolito esiste un’intesa professionale ed una collaborazione molto solida. Inoltre, Ricardo è l’autore di molti temi del Trabuco.
Si è anche raccontato che durante un concerto hai avuto un litigio violento con Ricardo.
Si è vero, ho avuto una discussione piuttosto accesa.
Dopo la tua uscita dal Trabuco cosa è succeso?
Me ne sono stato tranquillo a casa. Nonostante tutto, non mi è piaciuto ma nemmeno ne ho fatto una tragedia. Ho aspettato finchè non si è presentata la giusta occasione. L’occasione si è presentata con il maestro Pedroso.
Come ti trovi a lavorare con i tuoi attuali compagni?
Con i miei attuali compagni vado molto d’accordo e li stimo molto, stanno facendo un gran bel lavoro, indipendentemente. In questa orchestra le cose vanno diversamente, ognuno ha il suo spazio ed è libero di esprimersi artisticamente. Sono molto contento di lavorare con Pupy e lo ringrazio di avermi offerto questa opportunità.
E’ stato difficile adattarsi a questo cambio di orchestra e di stile?
Sto lavorando sodo per affiatarmi al resto dell’orchestra ed adattarmi allo stile di Pupy, è sempre difficile dovere interpretare temi scritti per altri cantanti … e poi i paragoni sono inevitabili, finché non hai un tuo proprio repertorio. Ma stiamo lavorando molto ed io sto cercando di contribuire. Stiamo lavorando anche su un tema scritto da me, lo sta arrangiando Roelvis “Bombon” Reyes, il batterista del gruppo. Il titolo è provvisorio, ma dovrebbe essere Mi Musica. E’ una specie di ringraziamento.
Grazie Noro. Purtroppo non potrò ascoltarti ne farti gli auguri il giorno del concerto perché sarò già tornato in Italia. Spero di ascoltarti presto insieme a Pupy a Roma. Il pubblico Italiano è impaziente di vedervi dal vivo.
Ti ringrazio, anche io spero di tornare presto in Italia. Approfitto per salutare i miei amici in Italia: Dj ElChino, El Samurai ed in particolare i miei amici DJ Androger, Andrea e Ruggero.







