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| Intervista con Manolito Simonet |
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di Stefano Santini
Reduce dal clamoroso tour negli USA, torna in Italia Manolito Simonet y su Trabuco per il tour europeo estivo. Il tour avviene alla vigilia dell’uscita del suo nuovo disco Trabuco, una vez más e può essere considerato come parte del suo lancio ufficiale. In questa nuova intervista Manolito ci aggiorna su alcuni temi interessanti che riguardano il gruppo, il nuovo album e la recente uscita di El Noro.
Iniziamo parlando del tuo recente tour degli Stati Uniti. Come è stata l'accoglienza?
E' stata davvero buona. Credo che sia stata una delle cose migliori che ci sono capitate in questo tour. Gli Stati Uniti rappresentano una “mezcla” di tutta l'America Latina, per il tipo di musica che facciamo noi. Abbiamo un pubblico eterogeneo. Per esempio, a New York e Miami abbiamo avuto un pubblico cubano, ma anche un pubblico latino, con gente del Perú, Colombia e di altri paesi. Penso che ci ha aiutato molto il tipo di lavoro che abbiamo fatto in questi 17 anni. La maggior parte del pubblico che ci ha seguito durante questo tour è stato un pubblico latino.
Pensi che per il futuro il mercato statunitense si aprirà alla musica cubana?
Naturalmente. In realtà è già aperto, anche se oggi è aperto solo parzialmente. Penso che alla fine si aprirà completamente, perché negli Stati Uniti c’è richiesta di musica cubana mentre noi cubani abbiamo bisogno del mercato americano, che è un mercato internazionale che rappresenta il 70% della musica mondiale. Si, penso che si sta aprendo e continuerà ad aprirsi sempre più.
Quando uscirà il tuo nuovo album?
E’ già pronto, avremmo dovuto farne il lancio al ritorno dagli Stati Uniti ma il tour europeo era imminente. Così lo faremo uscire al nostro arrivo a Cuba. L'album è stato già stampato ed è pronto ad uscire. In questo album abbiamo cercato di ripercorrere il nostro repertorio e di realizzare una sintesi della storia dell’ orchestra. Abbiamo fatto un'analisi dei brani che in ogni disco avevano avuto un certo successo e abbiamo cercato di mantenerci su quella linea. E' un disco non aggressivo, ma molto ritmato e ballabile. Credo che anche se non è ancora uscito, il disco ha già avuto un buon riscontro tra il pubblico. Ad esempio,
Qui a Roma già si ballano e hanno un certo successo Palabras, Pídele y Mi Filosofía.
Non parliamo dell’ Italia. In Italia, un album esce già prima di averne completato la registrazione ... ah ah ah! Ma, bene ... vedo che qui già si stanno ballando alcune tracce del disco.
Il disco si chiamerà Trabuco come la tua orchestra?
Il disco si chiama Trabuco una vez más e avrà 13 tracce. Ci sono artisti ospiti e Amaray canta due pezzi in duo: Mi filosofia con Paulo FG e Llanto de Luna con David Blanco.
Tra le tracce dell’album c’è il tema Hazme caso scritto da Amaray e cantato da Tiburón Morales. Perché hai deciso di riproporre il brano includendolo nel nuovo album?
Questo tema l’abbiamo originariamente inciso con Son 14. Tiburón chiese ad Amaray di scrivergli un brano. Lui lo scrisse e così lo abbiamo registrato con Son14. Son14 lo ha registrato ed io stesso ne ho curato la produzione, ma non è mai stato incluso in nessun disco. Siamo giunti alla conclusione che il pezzo non doveva essere abbandonato, così lo abbiamo incluso nel nostro nuovo album, approfittando del cantante che abbiamo ora. Sto parlando di Pepitin, che è un sonero. Non sempre si trova un cantante con queste caratteristiche, perché il son è un genere musicale tradizionale ed i giovani sono più inclini a generi più moderni. Siamo stati fortunati a trovare questo ragazzo che, pur essendo molto giovane, è un gran sonero. E questo è il motivo che ci ha portato a registrare la nuova versione di questo son montuno.
Quali sono le canzoni del nuovo album su cui conti di più?
Guarda, io per molti anni ho confidato in brani che poi non davano i risultati sperati, mentre altri si rivelavano dei veri successi e io non riuscivo a crederlo. Non ho la possibilità di fare previsioni, anche se alcune persone ci riescono. Ci sono persone che ascoltano l'album e prevedono quali brani avranno successo. Io non posseggo questo “dono”, ho fiducia in un brano e subito un altro diventa una hit. Ho avuto questa fortuna solo con Marcando
I temi sono tuoi e di Ricardo Amaray?
No, no. Ci sono temi di altri compositori. Vi sono brani scritti in binomio, temi di giovani compositori. C’è un tema antologico intitolato Llanto de Luna (di Julio Gutierrez) interpretato da Ricardo e David Blanco. Il tema Mi Filosofía è di un corista di Paulo FG, un compositore pure molto giovane. Abbiamo aperto a giovani compositori che non sono dell’ orchestra, ma che sono molto bravi.
Miguel Angel "Pan con salsa" ti ha aiutato con gli arrangiamenti?
Miguel Angel ha arrangiato il tema Hazme Caso di Ricardo. Ha curato solo un brano di questo disco perché ha avuto molto da lavorare. Stavamo preparando due dischi contemporaneamente. Quasi tutti gli arrangiamenti di Beat cubano sono suoi. Quindi era un po’ oberato di impegni.
La tua orchestra suona musica ballabile. Come ti è venuto in mente di registrare un album di jazz latino?
E' perché avevamo già suonato tre temi di latin jazz in un festival come artisti invitati da Chucho Valdés. Ma non avevo mai pensato di fare un disco. In una occasione, facendo un concerto nella Isla de
... e avete invitato numerosi artisti
Come no? ... Chucho, German Velasco, Grupo Rumbatá e altri.
Sei soddisfatto di questo album?
Certo. Perché per me non è un album di latin jazz. Ho cercato di fare un album di musica tradizionale cubana influenzata dal jazz.
E cosa mi racconti del secondo album con il progetto Estrellas de Areito?
L'album è pronto, arrangiato e registrato. E’ stato prodotto già da tempo e non so perché ancora non esce. Penso che comunque uscirà entro la fine dell'anno.
Come si è evoluta la musica del Trabuco nel corso degli anni? Naturalmente, la musica del Trabuco suona differente da quella dei tempi di Directo al Corazón.
Ovviamente questo accade a tutti i gruppi. La maggioranza, subisce una evoluzione con il passare degli anni. Solo che a Cuba ci sono anche gruppi che hanno subito un’ involuzione. Se le persone lavorano, il gruppo si evolve e ogni disco corregge i difetti del precedente. Ogni volta che uno registra un disco prende coscienza dei suoi difetti e lati negativi e così può migliorare nei dischi successivi. Se invece uno inizia ad andare dietro le mode, a ripetersi o ad adagiarsi, inevitabilmente comincia a peggiorare. Noi non ci siamo mai adagiati, abbiamo sempre voluto fare di più. Così ogni anno, in ogni album abbiamo cercato di migliorare.
Si può dire che il vostro nuovo album è un po' più morbido dei precedenti?
Sì, giusto. È che stiamo facendo un tipo di musica che adatta a tutte le latitudini. Ci sono canzoni più aggressive che hanno successo a Cuba, ma ci sono temi più morbidi come Corazón che piace alle persone qui in Italia. Tuttavia, in Francia, il tema che ha avuto più successo è Lo toma o lo deja. Quindi, abbiamo fatto un album che presenta sonorità diverse. Per questo motivo abbiamo sempre incluso temi musicali come cumbia, merengue, vallenato perchè ciascun paese vi ritrovi le sue forme espressive, in modo che tutta l’America Latina si identifichi nel disco. Forse il vallenato non piace agli italiani, ma quando lo suono in Colombia, piace ai colombiani.
Hai iniziato la tua carriera musicale suonando il tres. Pensi che il tres abbia influenzato il tuo modo di suonare il pianoforte? Cioè, possiedi un senso "tresero" del pianoforte?
Si tratta di un problema concettuale. Credo di mescolare il concetto del tres con il concetto del pianoforte. Come sai, la mia formazione è da autodidatta, ho iniziato prima con la batteria. Da bambino suonavo la batteria giocattolo e dopo ho continuato a suonare la batteria come dilettante. Ma poi ho avuto la necessità di imparare a suonare uno strumento più armonico per esigenze di composizione musicale, quindi mi sono appoggiato al tres perché lo avevo in casa mia, visto che mio zio era tresero. Poi ho imparato in a suonare la chitarra e il basso, sempre in maniera autodidattica. Ho iniziato a suonare il pianoforte a circa quindici anni e, dopo qualche anno, l’ho studiato a scuola. Però renditi conto che ho iniziato a suonare salsa prima come tresero e poi come pianista.
Hai molte collaborazioni e stai producendo altri artisti. Ho saputo che hai prodotto un progetto musicale un po’ diverso dai tuoi, un disco del gruppo canario Troveros de Asieta dal titolo Ballando con Lecuona. Hai anche arrangiato il disco di Alexander Acosta
Si è un gruppo delle isole canarie ma che suona musica cubana. Mi ha chiamato per fare questa produzione, ho accettato ed è andata molto bene. Ho fatto l'album El desafio di Alexander Acosta e anche una produzione in Francia.
Il disco di Virginia Iznaga ...
Una produzione cubana. A Cuba lavoro con molti artisti. Ma ho avuto altre collaborazioni internazionali fuori di Cuba. Per esempio, con l'Orchestra Camagüey in Perù e con Famirie Yakki nel Suriname ... e molte altre ancora.
Voglio che tu sappia che il tema Quien te mandó sta funzionando molto bene qui in Italia. Lo speaker radiofonico Richard Morris mi ha detto che lo propone nel suo show radiofonico e che il pubblico del Perù è pazzo di questo brano. Sappiamo che non è incluso nel tuo album ma speriamo che tu non decida di abbandonarlo.
Mi dispiace molto che questo tema non sia contenuto in nessun disco. Questo brano è stata cantato da Norisley Vallarades, noto come El Noro, che ha cantato con l'orchestra per un periodo. Dal momento che non è più nell’ orchestra, non lo abbiamo più suonato. Quien te mandó non è mio, è di Norisley. Era con noi in Perù, dove è stato registrato il brano dal vivo, per questo sta avendo successo laggiù. Penso che la cosa più intelligente sia che Noro monti questo tema con Pupy e lo interpreti con Los Que Son Son, perché il tema non è in nessun album e quindi sarebbe comunque un tema nuovo. Penso che dovrebbe registrarlo. La gente si aspetta di ascoltare la canzone con la sua voce. Io non lo registrerò, e comunque mancherebbe la sua voce. Se ha bisogno dell'orchestrazione, ho tutte le partiture, posso dargliele in modo che possa montare il pezzo in questione.
Voglio approfittare di questa intervista per chiarire quello che è successo con El Noro. Ho letto qualcosa legato alla sua uscita dall'orchestra. Ho chiamato El Noro con la mia orchestra perché è un bravissimo cantante e anche oggi continuo a considerlo tale. Penso che possa distinguersi e avere una carriera, perché è molto bravo. Però voglio precisare che El Noro è fuori dell'orchestra per una questione di disciplina. Non so perché abbia coinvolto Amaray con la sua partenza dal orchestra. Andammo a suonare a Camagüey, Norisley non si è presentato e siamo stati costretti a suonare senza di lui. Come direttore non consento che un musicista si assenti quando gli pare. Per questo ho espulso El Noro dell'orchestra quando sono tornato da Camagüey. Ho incontrato El Noro e gli ho detto non volevo più lavorare con lui perché consideravo una indisciplina il fatto che non si fosse presentato. Oggi El Noro è con la formazione di Pupy, che è un’ orchestra molto importante. Ritengo sia stato molto fortunato ad entrare nell'orchestra di Pupy. Spero non cada di nuovo nell'errore che ha fatto con la mia orchestra e che vada avanti, perché Cuba ha bisogno di cantanti come lui. El Noro è un valido cantante a dispetto della sua giovane età. Però voglio che sia onesto e racconti ciò che realmente è accaduto, io devo smentire quello che lui ha dichiarato sulla sua uscita. Non ho mai raccontato ciò che è successo, ma oggi devo smentire quello che tutti hanno letto su Internet. Non manderei mai via un cantante perché non piace ad Amaray. I miei cantanti devono andare d'accordo, se non lo fanno io so come rimediare. El Noro mi ha fatto apparire come un mediocre. Io sono un professionista. Non voglio danneggiare la sua carriera, ma voglio chiarire che cosa è successo.
Vuoi dire qualcosa per concludere l'intervista?
Sì, volevo dire che ancora una volta l'Italia dimostra che la musica latina e soprattutto la musica cubana continua ad essere viva nel mondo. Continua a vivere per paesi come l'Italia e giornalisti come voi. Penso che siete stati soprattutto capaci di mantenere la musica popolare cubana sempre in primo piano, dove merita di essere. Per questo, tutti i musicisti cubani devono essere grati a paesi come l'Italia. Ringrazio moltissimo l'Italia e l'Europa.
Come ho avuto già l'opportunità di dirti, la musica cubana è di alta qualità e gode di ottima salute, ma le manca la promozione. Noi cerchiamo di correggere questo problema.
La mancanza di una promozione si deve all’ embargo imposto dagli Stati Uniti. Ma io credo che l'Europa sia sempre andata oltre questa limitazione. Noi dal 1997 fino ad oggi siamo venuti in Europa ogni anno, l'Italia è sempre stata il primo posto dove venivamo a suonare. Io credo che l'Italia sia stata sempre un’eccezione, per questo la musica cubana non è morta. Tutti i musicisti cubani sono convinti che l'Italia abbia sostenuto sempre con molta forza la musica popolare cubana.






