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| Intervista al Niño |
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di Lionel Rogier
Siamo in compagnia di una nuova stella della musica cubana, la rivelazione dell’anno Emilio Frias “El Niño”, insieme anche a Gretchen la figlia di Elito, nuovo componente dell’orchestra e con il mio amico di Timba Social Club Stefano.
Intervista (3 parti)
Perché El Niño?
Quando il maestro mi chiama a far parte dell’orchestra Revé, mi dice che mi vuole trovare un nome artistico. Un giorno mi si presenta dicendomi che a partire da quel momento mi sarei chiamato “El niño de
Emilio, raccontaci qualcosa della tua vita e carriera artistica.
Sono habanero, però mio padre è di Matanzas mentre mia madre è originaria di Santiago. Ti voglio dire che sono un cantante autodidatta. Ad otto anni, mio nono mi regala una chitarra ed quindi ho iniziato a studiare chitarra con una delle più illustri insegnanti del paese. Però devo confessare che non ho mai preso lezioni di canto. Credo che per essere un buon cantante bisogna possedere molte qualità e forse la più importante è quella di esprimere nel canto molto sentimento e questo non si impara a scuola. Prima di cantare con Tumbao Habana ho cantato reggaeton e anche rumba con un gruppo che si chiama Obba Erí. Quando Pascualito mi ha fatto la proposta di cantare con la sua orchestra io avevo un gruppo mio, ne ero il direttore. Però non era un progetto solido e quindi andai a lavorare con Pascualito e credo che mi andò piuttosto bene.
Visto che non possiede una preparazione accademica, parlami dei cantanti che ti piacciono e che ti hanno ispirato.
Mi piacciono Tirso Duarte e Angel Bonne, un gran cantante. Mi piace molto Candido Fabré e permettimi di dirti che ho gusti strani, i miei modelli non sono di questa epoca e anche se mi piacciono i cantanti che ho appena menzionato non per questo sono i miei modelli. I miei modelli sono Miguelito Cuní, Carlos Embale, Rolando
Abbiamo avuto la fortuna di vederti cantare a Varadero con
Credo che ogni giovane cantante sogni di stare con una grande orchestra. Io sto con una un’orchestra con più storia nella musica cubana, l’orchestra madre. Solamente a calcare lo scenario con un’orchestra dove sono passati Juan Formell Chucho Valdés, grandi musicisti e importanti direttori di grandi orchestre cubane. Nemmeno a parlare dei grandi cantanti che passarono per
Ti sei fatto conoscere con il tema Padrino di Tumbao Habana e ora ti proponi con un altro tema religioso che già è un vero successo Agua Pa’ Yemaya. Raccontami qualcosa dello spazio che occupa la religione nella tua vita.
Sono religioso e questo fa parte della mia vita, delle mie radici e della mia idiosincrasia. Quando sono entrato in Tumbao Habana, Pascualito Cabrejas mi ha chiesto di contribuire con la mia conoscenza religiosa ed è uscita la canzone Padrino. Lo stesso è successo con Elito. La mia religione è discreta e non secgreta, appartengo ad una istituzione che è quella Abakuá da quando avevo 15 anni. E’ anche una tradizione di famiglia.
Cosa pensi del reggaeton cubano e di Koka Loka che ha collaborato con
I miei gusti sono un po’ cambiati rispetto al reggaeton cubano che è qualcosa di originale. Renditi conto che oggi a Cuba non si ascolta o si ascolta molto reggaeton che non sia cubano. L’elemento estraneo si è fuso molto bene con gli elementi della nostra musica e naturalmente mi piace Koka Loka.
Quali sono i pezzi che canti nel nuovo disco della Revé?
Canto Agua pa’ Yemayá, La nueva explosión, Rumba a Matanzas, un tema di Candido Fabré e “Niña relájate“, un tema di Roberton dei los Van Van parla dellla gelosia femminile.Tornoa dirti che sono molto contento del lavoro che sto facendo con Elito.
Grazie Emilio, gli europei dovranno aspettare il tour della Revé in ottobre e novembre, quindi gli diamo appuntamento già da ora per conoscere il grande talento di Emilio El Niño.







