| Indice |
|---|
| Intervista a Maykel Blanco (Fiesta 2010) |
| En español |
| Tutte le pagine |
Intervista realizzata in occasione del concerto di Maykel Blanco y su Salsa Mayor a Roma del 2 de agosto (Fiesta 2010). L’intervista coincide con l’uscita sul mercato internazionale del suo ultimo album Soy Lo Que Te Hala (Planet Records- 2010).

di Stefano Santini
Maykel è un vero piacere vederti di nuovo a Roma, benvenuto in Italia
Grazie, saluto il pubblico italiano. Sapete che abbiamo molto affetto per voi. Qui ci sentiamo come se fossimo a
Parliamo dell’ album Soy Lo Que Te Hala appena uscito sul mercato. La scorsa volta che sei stato a Roma abbiamo parlato del disco e sono venuto a sapere che hai composto e arrangiato tutti i brani. Oggi vorrei iniziare la nostra conversazione approfondendo il discorso sui temi del album più rilevanti. Presentaci le nuove canzoni iniziando con il brano
In questo momento,
Da cosa hai tratto ispirazione per
Il brano
…interessante. Tu componi sempre iniziando dal coro della canzone?
(Ride) Ah ah ah, secondo come mi viene in mente. In alcune occasioni mi sovviene la linea melodica, in altre mi sovviene il coro con delle frasi che penso possano essere buone. A volte faccio tutto al contrario, ho un testo e poi mi invento la melodia ed i cori. Sinceramente, devo dirti che non posseggo uno schema preciso per comporre, la vedo piuttosto come mi viene in mente sul momento.
Y Que Tu Crees è una canzone che parla di religione. Credo che quanto attiene alla religione sia tra gli argomenti più sfruttati nella musica cubana. La maggior parte dei musicisti cubani ha fatto un brano su questo argomento, per esempio Adalberto Álvarez, José Luis Cortés con NG
Beh, devo dirti che io sono uno dei pochi musicisti cubani che non sono religiosi. Si, non sono religioso ma rispetto la religione. E’ un argomento che interessa molto al pubblico, quindi ho pensato che sarebbe stata una buona cosa fare un brano che parlasse di religione, che spiegasse alcune cose. Però, visto che non me ne intendo, mi sono seduto con il mio cantante Yasser Ramos, quello che canta Debajo De
La canzone ha successo a Cuba?
Guarda, è incredibile ciò che sta succedendo con il disco dentro e fuori Cuba, con ciò che stiamo vivendo a Cuba, in Perù, America Latina ed ora in Europa. La cosa più bella è che noi stiamo suonando brani dei dischi precedenti insieme a quelli del nuovo disco che. Come già sai si chiama Soy Lo Que te Hala, e la gente già conosce molte delle nuove canzoni e le canta. Se Acabo El Amor, (Ya Tu No Estas Ene El Bombo), e la stessa Y Que Tu Crees insieme ad altri pezzi sono stati molto bene recepiti.
La volta scorsa che sei stato qui mi hai rivelato che il pezzo Y Que Tu Crees si sarebbe intitolato A La Ñaqui Yaloro. Il titolo era un po’ complicato. Hai cambiato idea per questo motivo?
Sicuro, quando eravamo della fase di mix ci eravamo già resi conto che A La Ñaqui Yaloro era un termine che non tutti conoscono e quindi finimmo per intitolarlo Y Que Tu Crees. Beh, Y Que Tu Crees rimane così nell’aria e lascia molte finestre aperte per prestarsi alla personale interpretazione della gente.
Adesso parliamo di Arriba De Lo Mal Hecho quche è un brano che mi piace moltissimo.
Davvero? Anche a me!
Mi piace il tumbao, l’arrangiamento, il coro…
Ci sono molti musicisti della stessa orchestra che ritengono che questo sia uno dei migliori pezzi del disco o il migliore del disco. Però stiamo parlando a livello musicale, con il pubblico le cosa vanno differentemente. Ci sono posti dove un brano ha più successo di un altro. No si può parlare del migliore brano. Ci sono canzoni che arrivano al pubblico più di altre. Io credo che sia un brano molto bello, è una canzone che parla di amore e si riferisce ad una coppia che si separa, l’uomo soffre per questa separazione e canta alla donna.
Hai preso ispirazione da qualcosa che ti è accaduto?
No, non in questo caso. E’ stato frutto dell’immaginazione. La storia accaduta a me è Se Acabó el Amor (Ya Tu No Estas en el Bombo). È stata la separazione con mia moglie, è successo un po’ di tempo fa, però mi ha ispirato questa canzone.
Il disco prende il titolo dal brano Soy Lo Que te Hala. Mi sembra che questa canzoni sia quasi un inno o piuttosto un saluto al tuo pubblico. Sei d’accordo con questa interpretazione?
Questa cosa me l’hanno detta diverse persone. Quando lo abbiamo inciso, non era questa l’idea. Ho semplicemente voluto fare una canzone che chiudesse il CD. Per questo dice “todo lo que empieza tiene que acabar, pero si se acaba fue porque empezó” (trad: tutto ciò che inizia deve finire, ma se finisce è perché è iniziata). Non è che finisce Salsamayor, ma il disco. Beh, sta ottenendo molto riscontro. Abbiamo ritenuto che fosse un buon titolo per il CD. E’ un pezzo che rompe un po’ con gli schemi ed esce dall’ abituale, per esempio nel movimento dei fiati. È un po’ sperimentale e sta funzionando, spero che il pubblico lo apprezzi.
Come si differenzia Soy Lo Que te Hala rispetto ai dischi precedenti?
Guarda, con il disco che ci ha fatto conoscere e si intitola Recoge y Vete avevamo un’idea chiara di ciò che volevamo ottenere ma non avevamo l’epserienza. Dopo è venuto il disco En Vivo Dese
Un disco che si mantiene su una linea strettamente cubana
Io credo di si
Non concede nulla alle altre sonorità?
In effetti, la musica che facciamo noi, e quando dico noi mi riferisco all’ultima generazione di musicisti cubani da Irakere ad oggi o da NG
Per concludere vorrei sapere qualcosa della tua attività musicale in America Latina e soprattutto in Perù dove la timba va molto forte. E approfittando che parliamo del Perù vogliamo anche salutare il nostro amico, lo speaker radiofonico Richard Morris che credo tu conosca molto bene.
Si, certo. Ora stiamo lavorando con una compagnia grazie alla quale suoneremo in un grandioso concerto in Perù con il supporto di Richard Morris che si è assunto il compito della promozione dell’evento. In Perù stiamo godendo di popolarità specialmente con il CD Anda y Pegate, dove sono molto piaciute Debajo de
Vuoi dire qualcosa al pubblico dei timberos di Roma?
Li ringrazio moltissimo a nome di tutti i musicisti cubani, che suonino timba reggaeton o altri generi musicali. Sono molto contento di essere qui e spero di fare un bel concerto. Un abbraccio al pubblico italiano… sono un po’ nervoso. Sempre, nel momento di salire sul palcoscenico divento un po’ nervoso, come fosse la prima volta. Ma quando sono su…
… è sicuro che va tutto bene. Ti auguro in bocca al lupo e ti ringrazio molto.
Grazie a voi







