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di Stefano Santini e Claudio Marucci

Per iniziare l’intervista, raccontaci come sta andando il tuo tour europeo
Sta andando molto bene, è un tour molto interessante, il migliore della stagione invernale. Il tour conta ben 22 concerti, di cui 4 in Italia. Siamo reduci dal concerto di questa notte a Bari, stasera suoniamo a Roma, domani a Reggio Emilia e venerdì a Milano. Prima di arrivare qui abbiamo suonato in Svizzera e dopo il concerto di Milano abbiamo 14 concerti organizzati in Germania. E’ la prima volta che facciamo così tanti concerti in Germania. Abbiamo concerti Olanda, Inghilterra e Francia. Purtroppo, per cause indipendenti dalla nostra volontà, sono stati cancellati concerti di Madrid, Valencia e Barcellona. I concerti in Spagna erano molto importanti per noi e non comprendiamo il motivo per cui sono stati cancellati.

Il vostro ultimo disco non è il primo lavoro con la Planet
No assolutamente, Abbiamo già lavorato con la Planet. Il disco lo abbiamo realizzato con la EGREM e abbiamo dato la licenza alla Planet Records. Abbiamo fatto lo stesso con Loco por mi Habana e Hablando en Serio. Sono già tre dischi.

Ricardo Amaray ha scritto il testo di diversi temi. Come si configura la tua collaborazione con Ricardo e come ti aiuta nel tuo lavoro di direttore del Trabuco?
In realtà, non si tratta solo della composizione dei testi, ma di un lavoro più ampio che va dai testi alla melodia ed a una prima esecuzione del tema, visto che suona anche il piano. Addirittura arriva ad abbozzare una prima orchestrazione. Forse sarebbe meglio che fosse lo stesso Ricardo a spiegare cosa fa …
Interviene Ricardo – Manolito Simonet, mi ha chiamato per lavorare con la sua equipe e sono ormai dodici anni che collaboriamo. Si è formata una “chimica” perfetta che ha permesso che pezzi miei diventassero dei successi con l’orchestra di Manolito Simonet grazie alla sua bravura nell’arrangiare ed orchestrare i brani. Come dicevo prima, sono ormani dodici anni che collaboriamo con successo.

Manolito, quali sono le tue aspettative artistiche dopo le dichiarazioni di apertura degli Usa verso Cuba?
Questa è una cosa molto importante per la musica cubana. Sono decenni che la musica cubana ha grandissime difficoltà di accesso negli USA. Sarebbe molto interessante e proficuo per la musica cubana penetrare il mercato americano. Il mercato nord-americano è molto importante per la diffusione e la promozione della musica latina. In passato la musica cubana ha già penetrato il territorio americano li, radicandosi con un altro nome “salsa”, chissà ora torni a chiamarsi con il suo nome, musica popolare cubana. Ho molti amici negli USA e a Puerto Rico: Luis Enrique, Gilberto Santarosa, Andy Montañez … e parliamo sempre di questo argomento. Forse sarebbero più contenti loro che noi stessi se si realizzasse questa apertura. Potremmo esibirci sugli stessi palchi. A questo proposito, vorrei ringraziare tutti i musicisti che hanno collaborato con noi o che hanno suonato le nostre canzoni nonostante gli ostacoli politici.

Ci racconti come sei arrivato ad integrare El Noro nella tua orchestra?
Guarda, El Noro possiede le caratteristiche di una figura che ci è venuta a mancare, quella del sonero. Ci sono tanti giovani e bravi cantanti che sono emersi in questi anni. Però, nel momento di cantare un son montuno o una guaracha hanno bisogno di impare a farlo, hanno bisogno di una scuola. Invece El Noro è un cantante che già possiede le caratteristiche artistiche del sonero. E’ un artista che si è dedicato a questo stile e continua a difenderlo. Noi, avevamo bisogno di qualcuno che sostituisse un cantante come El Indio, che aveva da poco abbandonato la nostra orchestra. Abbiamo avuto la fortuna di inbatterci in El Noro, che anteriormente stava con Maykel Blanco. Continuo ad avere buoni rapporti con Maykel e devo dire che lui è stato addirittura contento che El Noro avesse la possibilità di cantare con noi. Mi occorreva un cantate adatto ad interpretare temi come Hachero pa’ un palo. Avevo Ricardo … ma bisogna rendersi conto che Amaray possiede già un proprio stile conosciuto da tutti, non potevo fargli cantare questo genere di canzoni. Per nostra fortuna, è apparso El Noro. Un artista che possiede tutte le doti e la capacità per intepretare tutti i generi della musica tradizionale popolare cubana. Questa sono caratteristiche molto importanti e richieste, specialmente in questo momento di onda un po “retrò” in cui si riscoprono le sonorità più tradizionali.

Tu componi in funzione delle caratteristiche del cantante?
Certo! Per fortuna ora ho El Noro che mi può “coprire” senza alcun problema tutti gli stili della musica tradizionale cubana. In questo momento, in cui esiste una onda musicale retrò, ci sono molti gruppi che cercano un cantante con le caratteristiche di El Noro.

Cosa intendi per musica retrò?
Nella musica cubana, come un po’in tutti i generi musicali, la gente sta ritornando agli strumenti più acustici, alle sonorità originarie. Questo fenomeno interessa anche la strumentazione delle orchestre e obbliga il cantante ad adeguarsi a queste sonorità. Recentemente si è abusato della tecnologia. Se ci sono orchestre di quindici fino a venti elementi, c’è anche gente che è arrivata a fare dischi con due musicisti ed un computer.

Pensi che sia la fine di questo tipo di musica? Pensi che il reggaeton abbia vita breve?
Il reggaeton è un’altra cosa. Non posso parlare molto del reggaeton perché non è propriamente il mio genere musicale. Però posso dire che il reggaeton è un genere musicale che ha bisogno della tecnologia perché si basa proprio su una fusione dello spettacolo con la tecnologia. Tre-quattro ragazzi rapeano e fanno spettacolo con l’ausilio dei mezzi tecnici. Il reggaeton non può prescindere dalla tecnologia. Il mio è un altro mondo, scrivo musica per una formazione di quindici elementi e ogni elemento deve trasmettere ad ognuno la sua parte di energia.

Affermi che esiste un ritorno alle sonorità originali. Pensi che la timba stia morendo?
No. E’ che la musica cubana è la musica latina che possiede più ramificazioni, in quanto a generi. Esiste il chachacha, il son, il dansón, il bolero, il mambo …. Uno di questi è la timba. La timba trae le sue origini dalla scuola di arte e dai musicisti che vi studiavano negli anni ’60. Erano musicisti di jazz o erano molto influenzati dal jazz ed avevano la necessità di suonare musica ballabile. Questa necessità risultò nella fusione di sonorità jazz con la musica ballabile cubana e nacquero gruppi come Irakere. Ma la timba è solo un genere, come tanti altri. Posso comporre una timba, un bolero o una balada, un son montuno … posso inserire una timba come Comunícate nel mio repertorio ma non posso affermare che il Trabuco sia un gruppo di timba.Per concludere il discorso, dico che a Cuba ci sono ci sono anni in cui va d imoda il bolero, anni in cui primeggia il cha cha cha, il son montuno o un altro genere. Ci sono anni in cui ha avuto molto successo la timba, adesso forse no … ma non significa che sia morta. Rimane semplicemente un genere della musica cubana, come il mambo. Oggi il mambo non è di moda, come la timba.

Control è uscito da poco, ma stai già preparando qualcosadi nuovo? Pensi di dare più spazio a El Noro visto che canta solo un brano nel tuo ultimo disco?
El Noro è entrato nel Trabuco giusto nel momento in cui terminavamo di registrare il nuovo disco. Ho incluso un brano cantato da lui all’ultimo momento. Il pezzo non era stato scritto per lui ma volevo che El Noro perché non rimanesse fuori dal disco E’ questo il motivo per cui canta una solo pezzo. Adesso iniziamo un lavoro discografico con El Noro, in modo di presentarlo e caratterizzare il lavoro che farà con l’orchestra. Sarà materiale inedito, uscirà con EGREM e PLANET.

Quindi sarà pronto per concorrere al prossimo Cubadisco.
R- Si, ma in Italia dovrebbe uscire velocemente. Spero in settembre-ottobre.

Cosa puoi anticiparci?
R- Posso farti ualche anticipazione. Nel disco includeremo un brano di Tiziano Ferro. So che in Italia esisto cantanti più famosi, ma ciò che cantano artisti come Laura Pausini o Tizano Ferro si adatta molto bene alla musica che suoniamo noi. Sarà un disco con brani molto belli e melodici, un contenuto molto adatto al mercato latino ed Italiano. Ci sarà questo successo “internazionale” di Tiziano Ferro cantato da tutti i cantanti del Trabuco insieme. Ci saranno tre guarachas moderne … praticamente delle operazioni di fusione musicale in cui farà la “parte del leone” Lazaro “Miami”, il cantante a cui è affidata la parte più rapea e di “fusione” musicale. Credo saranno dodici brani i cui interpreti saranno i tre cantanti del Trabuco. Non so bene quante canzoni canteranno ognuno, non lo decido mai in anticipo. Può essere che un brano mi piaccia più cantato da uno che dall’altro, decido sul momento. Può essere che in un disco Amaray canti la maggioranza dei brani. Magari, in quello seguente, potrebbero essere Miami o El Noro a cantare più brani.

Di quale canzone di Tiziano Ferro si tratta?
Ancora non lo so. Includero un brano di Ferro ma ancora devo decidere quale. Prometto che in Italia si ascolterà in anticipo ed in esclusiva come “singolo”, appena sarà pronto. Nel nuovo disco ci sarà poi un brano che suoneremo anche in concerto. Si intitola la Bomba ed è di El Noro. Si tratta di una rumba-son e lo stiamo già suonando dal vivo.

A questo proposito, sarebbe interessante sapere come si sente El Noro a cantare con il Trabuco.
Risponde El Noro – Cantare con il Trabuco è un sogno divenuto realtà e credo che il maestro Simonet riuscirà a tirare fuori il meglio di me.Sono felicissimo di essere in Italia, che considero come la seconda patria della musica cubana. E’ incredibile come si ascolti così tanta musica cubana in un paese così lontano.

Hai avuto difficoltà ad integrarti nell’orchestra?
El Noro – Assolutamente no. I musicisti mi hanno accolto con molto affetto.

Però lo stile del Trabuco è differente da quello a cui eri abituato con il gruppo di Maykel Blanco. Hai avuto difficoltà ad adattarti?
El Noro – Si, questo è vero. Lo stile di Maykel è diverso ma io ho sempre seguito il lavoro di Manolito y su Trabuco, mi piaceva molto l’orchestra ed in casa mi piaceva cantare le loro canzoni. Quindi, una volta arrivato al Trabuco, posso dire che conoscevo già il lavoro che si faceva nell’orchestra. I musicisti mi hanno aiutato molto, soprattutto Ricardo.
A questo proposito, devo aggiungere che nel Trabuco esiste una buonissima “chimica” tra i cantanti. Ricardo è molto aperto agli altri cantanti ed è proprio lui che mi ha fatto notare El Noro la prima volta. C’è una buonissima intesa tra loro, Ricardo lo ha aiutato molto.

Ricardo sta preparando un disco solista nuovo?
R – Amaray sta lavorando tantissimo, componendo per l’orchestra e per il suo nuovo disco. Usciranno praticamente insieme. Come è stato per il suo primo disco, lo curerò e produrrò io. Si tratterà soprattutto di baladas.

 

 

 
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