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| Manolito Simonet: Intervista (2011) |
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di Stefano Santini
Durante il suo recente soggiorno a Roma, Manolito Simonet ci ha annunciato di stare lavorando a nuovi progetti musicali. I nuovi progetti di Manolito riguardano soprattutto la produzione di un disco dal vivo e la registrazione di un omaggio al Conjunto Rumbavana, orchestra di musica da ballo fondata nel 1955 a la Habana e divenuta popolare alla fine degli anni sessanta con l’incisione di diversi album e la sua apparizione in concerti, televisione e programmi radiofonici. Gran parte del successo del Conjunto Rumbavana si deve alle innovative orchestrazioni del suo direttore musicale e pianista Joseito Gonzales. Moderne ma molto legate alle radici cubane e capaci di influenzare profondamente lo stile e la produzione musicale dello stesso maestro Simonet.
Ho saputo che avete registrato un album tributo al Conjunto Rumbavana, un’orchestra che ti ha influenzato molto. Inoltre, mi è stato detto che in Europa l'album uscirà con Planet Records. Che significato ha per te questo progetto musicale?
Beh, sì. Diciamo che questo album è stato registrato con Bis-Music e che vi è la possibilità che la Planet Records lo distribuisca in Europa, ma ancora non si è concretizzato nessun accordo. Non si sa, magari non sarà Planet ma un’altra etichetta. Inizialmente pensavamo che il distributore potesse essere Planet, ma crediamo che la distribuzione di questo disco in Europa debba essere ben ponderata. Questo progetto è una raccolta antologica di musica cubana che va dalla fine degli anni 50 fino agli anni 60. Il fatto è che il progetto non ha nulla a che fare il Buena Vista, è sempre musica del passato, ma un po' più recente. Le persone che si divertivano con questa musica sono ancora vive e credo che si divertiranno ancora a riascoltarla dal vivo. Perché non è solo un disco, ma un progetto per presentare il Conjunto Rumbavana in concerto. Vale a dire che saranno riuniti in un evento pubblico quasi tutti i musicisti di Rumbavana che sono ancora vivi e hanno registrato l'album insieme a molti giovani che hanno aderito al progetto, come Alexander Abreu, Mayito Rivera e musicisti del Trabuco. C’è anche la partecipazione di Pappo Luca al pianoforte e Andy Montañez, anche lui ha cantato del disco. Non è semplicemente un progetto cubano, ma è un progetto di musicisti che hanno raccolto l’eredità musicale di Rumbavana.
Suppongo che la direzione musicale sia tua ...
Sì, ho curato la direzione e la produzione musicale del disco. Penso sia stata una sfida con me stesso, perché la mia formazione nasce da quella musica, da Rumbavana e da altri gruppi di quel periodo. Ci sono brani di Rumbavana scritti da Juan Formell, risalgono ai tempi in cui Formell non aveva ancora fondato i Van Van ed era trovador. Ci sono pezzi di Adalberto Alvarez, quando era ancora studente alla scuola d'arte. È un disco molto interessante, perché include brani scritti da Adalberto, quando mai avrebbe pensato di suonare il pianoforte in un gruppo o di dirigere un'orchestra. Uno dei pezzi di Formell è intitolato Así, vi è un altro brano di Adalberto Alvarez intitolato El Son de Adalberto, che ha scritto alla Escuela Nacional de Arte, quando non esisteva ancora il suo gruppo. C'è anche un vecchio tema chiamato Salomé. Ci sono temi di altri autori che sono stati successi di Rumbavana, ci sono canzoni come Salomé, El Son de Adalberto, Como un Besito, Descarga Corazón, Con la Espuela. I successi di Rumbavana sono molti, occorrerebbe registrare tre o quattro dischi per raccoglierli.
Dal momento che la tua orchestra ha un formato strumentale diverso da Rumbavana, come hai modificato gli arrangiamenti e l’orchestrazione dei brani?
Ebbene, il progetto non ha nulla a che fare con la mia orchestra. Non un progetto del Trabuco, ma di Manolito Simonet. Il formato in cui abbiamo registrato l'album è esattamente il formato che aveva il Conjunto Rumbavana con quattro trombe, chitarra e tutto il resto ... l’arrangiamento è in formato conjunto. Ho cercato di ricreare il suono di Rumbavana e gli arrangiamenti sono molto simili agli originali, ma riportati al 2011. Vale a dire che queste sono le stesse sonorità e che, ascoltandole, la gente le riconoscerà subito. Lo abbiamo dimostrato a Cuba, i giovani che non conoscevano Rumbavana, sono rimasti colpiti. Credo che abbiamo ottenuto un suono attuale senza modificare gli arrangiamenti originali. Gli arrangiamenti sono più o meno gli stessi, con un certo mio tocco personale. Con lo stesso concetto hanno suonato il pianoforte, Miguelito (De Armas), Pappo Luca, io stesso ... e anche Frank Fernandez. Adalberto Alvarez è stato la seconda voce in diversi temi. Quindi è un disco molto interessante che piacerà molto.
Uno dei segreti del successo del Conjunto Rumbavana è stato il meraviglioso stile pianistico di Joseíto Gonzales. In questo album volevi far rivivere il pianoforte di Joseíto o hai imposto di più il tuo stile?
No, piuttosto il contrario. Ho voluto fare un omaggio a Joseíto Gonzales, perché è stato il pianista a cui mi sono ispirato io e continuerò a farlo fino alla morte. In questo album ho cercato di suonare il più vicino possibile allo stile di Joseíto. Penso di esserci riuscito perché alle persone che lo hanno sentito suonare sembra di ascoltare di nuovo Joseíto. Ho sicuramente messo qualcosa di mio, ma sempre pensando a Joseíto.
Si tratta di un interessante progetto per far rivivere il formato conjunto. A Cuba questo formato è più o meno scomparso con Rumbavana. E’ un formato orchestrale che si è perso, e oggi le orchestre di Cuba sono tutte, più o meno, charanga con i fiati un o un formato misto tipo jazz band. Oggi tu suoni un son moderno con un formato charanga.
Sta tutto nella mente e nell’orchestrazione. Penso che un’orchestra la si può far suonare come meglio si desidera. Penso che i compositori e gli arrangiatori debbano ritornare alle radici. Storicamente la musica è stata sempre scritta con un unico strumento, pur facendo poi suonare uno strumento fino a duecento contemporaneamente. Penso che questo non abbia nulla a che fare con il formato o il numero di strumenti. Ciò che conta in primo luogo è il desiderio di farlo e la qualità dell'orchestrazione. Penso che si possa fare con qualsiasi formato, indipendentemente che esistano stili che hanno il loro formato specifico. Puoi fare quello che vuoi. Io ho un solo violino e un solo flauto, tuttavia faccio suonare la mia orchestra come una charanga quando voglio …. Addirittura la posso far suonare come sonora.
Questa operazione vuole anche riscattare un’epoca.
Penso che stiamo cercando di fare un'operazione retrospettiva come il Buena Vista, ma più moderna. Siamo nel nuovo secolo, ma siamo nati nel secolo scorso. Continuiamo a considerare la musica degli anni '40 come retrospettiva, ma gli 60 e 70 sono già molto lontani e ancora la musica di quegli anni non è stata ricordata. Tra il 60 ed il 70 ci fu un boom della musica cubana che non è stato ancora celebrato e credo questo riguardi il mio progetto Rumbavana.
Al pubblico europeo sembra come se la musica cubana sia finita negli anni '50 per iniziare di nuovo negli anni ‘90 con la timba.
Certo. Penso che stiamo cercando di fare un nuovo tipo di Buena Vista. C'è un pubblico che ha vissuto con questa musica e che è ancora vivo. Quindi è musica antologica per le persone che sono anziane, ma ancora ci sono. E penso che davvero gli piacerà ascoltare le nuove versioni suonate dalla nuova generazione di musicisti cubani.
Infine, parliamo dei tuoi piani immediati per il Trabuco. Avete appena registrato tre nuove canzoni: A la Medida, Callejero y La Cuenta No Da.
Ci sono anche altri temi, come Dejala Que Siga di Ricardo Amaray, No Me Llores che è un brano mio, c’è anche un tema di Alexander Abreu che si intitola Me estás Volviendo Loco. Voglio dire che esiste una serie di brani inediti che stiamo suonando e che saranno registrati dal vivo in un album. Questo album sarà registrato dal vivo o “en directo”, come diciamo noi. Pertanto, questo album sarà intitolato En Directo. La compagnia con la quale facciamo il tour internazionale anche si chiama En Directo, quindi sarà tutto un insieme. È il primo album che il gruppo registra in vivo, stiamo suonando tutti i pezzi e alla fine di luglio o agosto si eseguirà l'intero album dal vivo a La Tropical. Penso che a novembre il disco sarà in vendita. L'album sarà in commercio su due supporti: un CD e un DVD con un documentario. Un documentario sui diciotto anni di Trabuco, stiamo già girando da un po’ di tempo. E’ stato realizzato un tour nazionale a Cuba toccando Santiago, Guantanamo, Holguin, Camagüey, Cienfuegos e Sancti Espiritu. Abbiamo filmato tutti i brani nuovi ed ora stiamo raccogliendo tutto il materiale registrato in questo tour. Faremo un piccolo reportage con interviste a diverse persone e artisti che hanno collaborato con l'orchestra.
Ci sono anche artisti ospiti?
Se ci sarà un musicista ospite, questo sarà El Insurrecto. Questa è la prima volta che facciamo un lavoro di questo genere e non credo ne faremo un altro così presto. Visto che il reggaeton è un ritmo che ha avuto un grande impatto, abbiamo voluto che fosse rappresentato nel disco. Quindi inviteremo El Insurrecto con una sua canzone. El Insurrecto è un mio amico, ha fatto un pezzo proprio per noi e mi piace molto.
Cosa è successo al progetto Estrellas de Areito?
Questo album è stato registrato con Egrem. Recentemente Egrem ha subito un profonda ristrutturazione e ora sta selezionando i dischi da far uscire. La struttura di Egrem è cambiata un po' e uno dei dischi che lancerà sarà Estrellas de Areito, ma ancora non è uscito. Non posso dire quanto ci vorrà, perché il disco è stato registrato, mixato e masterizzato, aspetta solo di venire messo in vendita. Penso che uscirà entro l'anno.
Ti ringrazio molto per la tua grande disponibilità a rispondere alle mie domande e condividere tutto questo con noi.
Prego, è stato un piacere. Beh, a presto.






