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El Goyo: Te lo dice un rumbero
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El Goyo: Te lo dice un Rumbero

El GoyoLa rumba scorre nel sangue di Gregorio Hernández Ríos (L'Avana, 1936), “Goyo” per i suoi amici e nemici. Al Goyo la musica fu trasmessa da parte dei suoi genitori, soprattutto dalla madre Inocencia Ríos Rivera, “anche se lei - chiarisce lui stesso - non era una musicista di professione, fin dall'infanzia amava suonare il tres e tra i suoi amici figurava Miguelito Cuní...” I genitori di Goyo si conobbero a Pinar del Rio. Lui, un contadino; lei figlia di un capitano dell'Esercito di Liberazione. Il loro amore per il ballo è stato il loro primo punto di unione, era proprio così - ammette Goyo - erano 'bailadores de ventana‘ (ballerini da finestra). Non sapete cosa voglio dire? Bene. Esistevano club esclusivi. Ma c'erano molte persone che non avevano soldi per frequentarli e affollavano le loro finestre per ascoltare buona musica e guardare le coppie ballare. I 'bailadores de ventana‘ sono stati una élite ". Con l’ aspettativa di una vita migliore, la famiglia Hernandez Rios si trasferisce a L'Avana. A circa 6 anni, El Goyo ricorda di aver vissuto nel solar 'El Gurugú" (Armas tra Concepción y San Francisco). In quel periodo Isidoro Hernández Pérez lavorava nelle opere pubbliche e guadagnava una miseria. Conclusione: furono gettati in strada. “Ad Armas (tra Concepción y Lawton) viveva un signore di nome José Antonio che tutti chiamavano Mala Cara. Era un uomo violento, ma vedendoci così indifesi, disse a mio padre di Gregorio che gli avrebbe prestato una stanza”. Visserò lì fino a che Isidoro riuscì a mettere da parte cinque pesos per comprare un pezzo di terra nel barrio di Las Yaguas. “Là mise su un ritrovo, e da allora iniziai ad entrare in contatto con el tambor". All'età di 7 anni Isidoro gli chiese quale regalo volesse: "Che mi porti con te tutti i giorni ". Il padre tirava un carretto e come venditore ambulante, ma a Goyo lo interessavano i “pregones” di suo padre. "Senza rendermene conto cominciai a creare i miei pregones, papà mi imponeva di stare zitto, perché raggiungevo una tonalità molto alta e aveva paura che mi danneggiassi le corde vocali". Di quel periodo Goyo ricorda questo aneddoto: “Hay un son, ‘El Carbonero -Carbón, bon, bon, el Carbonero, a tres kilo el saco, te lo doy barato, dame el dinero. – Ebbene, erano già gli anni 42 o 43 e cantavo questo pregon: : Botella, el bo, el botellero por un pomo de botica, un caramelo... Il ritmo e la melodia erano gli stessi, e la cosa interessante è che El Carbonero è successivo al mio pregon. Che ne pensi? - Domanda el Goyo - Però c’è di più - immerso nei suoi ricordi Goyo aggiunge – quando morì Nieves Fresneda ballerina emblematica del Conjunto Folklóríco Nacional, le dedicai un canto che inizia così "Hoy está crecido el mar, no es que la marea suba por un hecho natural, es que llora Yemayá, llora por Nieves Fresneda, que ya no le bailará más..." Nieves era figlia di Yemayá, e questa elegia alla sua memoria la registrai con la EGREM, però non mi piacque il risultato finale e non se ne face nulla. Un po’ di tempo fa, Mayito, quello dei Van Van rese popolare questo motivo "Hoy está crecido el mar, no es que la marea suba por un hecho natural, es que llora Yemayá, llora por todos los rumberos que ahora en el cielo están. . ." La melodia è identica, però la mia musica ed il testo sono depositati dal 1992 presso la Società degli Autori.

La Rumba es CubanaNASCE L'ARTISTA

 Le sue mani appresero ad estrarre suoni dai tamburi quando ancora adolescente. Finchè un giorno provò a cantare e comprese che quello era il significato della sua vita. Del ballo, nemmeno a parlarne, Inocencia e Isidoro glielo avevano trasmesso geneticamente. “Ascolta, ai tempi delle elezioni del ’58, nel quartiere El Moro, dove vivevamo allora, venne un sergente politico per reclutare dei percussionisti. Sapeva che il suono dei tamburi trascina la gente, oltre ai 10 pesos pagati per ogni voto. La mia famiglia vendette i propri ed io offrii il mio in cambio di poter suonare e cantare. Era la prima volta che mia madre mi ascoltava e addirittura con il microfono. Nel momento di massima eccitazione, il tipo dice: ascoltate, fermate la rumba perché parla il politico. Allora gli gridai: allora io non voto c…..! Mamma si spaventò molto perché credeva che mi sarei messo nei guai … per questa ragione, in quella tornata elettorale non votai, come poi ho saputo più avanti”. Poco dopo, Goyo avrebbe dato una svolta totale al suo destino. Nel 1962 viene fondato il Conjunto Folklórico Nacional. Per mesi si sottopongono ad audizione più di 500 aspiranti per selezionarne solo 45. Goyo è scelto per il corpo di ballo. Però cantare rumba e guaguancò continua a rappresentare il senso della sua vita. ”Nel 1960 o ‘61 vado al bautizo de las farolas della comparsa los Marqueses. Nella parte finale si sarebbe suonata la rumba, era con me Juan de Dios Ramos Morejón, mio compagno nel gruppetto che avevamo fondato a Lawton chiamato Los Tercios Modernos. Ebbene, avemmo l’onore che Gonzalo Asencio; il famoso Tío Tom, nel mezzo Della rumba gridasse: ‘Caballeros, dejen llorar a esos muchachos‘, Llorar è una espressione rumbera che significa cantare. Questo successe nel barrio di Atarés, vi era anche José Castillo. Ci ascoltava e qualche giorno più tardi seppe della questione del Conjunto Folklórico Nacional. Ne Juan de Dios ne io lo conoscevamo. Tuttavia affittò una macchina, ci venne a cercare nel quartiere e ci disse: razazzi andate ad iscrivervi perché quello è il vostro futuro. Fu allora che Goyo conobbe a Jesús Pérez Fuentes. Era un uomo rispettato per la sua cultura e aveva procurato gli strumenti musicali con i quali era iniziato il Conjunto Folklórico Nacional.

“Sul piano musicale, Jesús era una persona incredibile. Uno giorno dovevo registrare due canti Abakuá. Però era la prima volta che mi trovavo in uno studio di registrazione ed il nervosismo mi faceva suonare fuori tempo. Allora intervenne lui, si mise a cantare e salvò la situazione. Goyo riferisce che Pérez Fuentes era ‘Olú-Batá" cioè dueño de los tambores secondo la liturgia religiosa, la qual cosa gli assegnava un certo grado nella gerarchia dei tamboreros. Il suo Nome religioso era Obá Ilú per questo motivo, quando nel 1995 fondai il gruppo, lo battezzai Obá Ilú, perché il suo nome e la sua attività culturale non si perdessero, e perché ogni volta che qualcuno chiede dell’origine del nome mi da l’opportunità di raccontare la storia di Jesús Pérez Fuentes".

Goyo è stato Profesor Titular Adjunto dell’ Instituto Superior ‘de Arte (lSA) e ha impartito lezioni di canto presso la Escuela Nacional de Arte (ENA) al conservatorio Ignacio Cervantes. Ogni anno viaggia in Europa soprattutto in Francia e Belgio, ugualmente ha fatto conoscere la sua arte attraverso tutto il continente americano, gli ex paesi socialisti, Africa e altri paesi dell’Europa occidentale.

El Goyo (foto Stefano Santini)

Ti consideri un uomo realizzato? “ Non mi restano molte cose ancora da realizzare. Per esempio, Martinez Furé mi ha invitato a scrivere la mia biografia. Molto spesso parlo con i miei allievi all’estero a proposito delle mie origini, della mia formazione e di come sono arrivato ad essere un professionista della divulgazione culturale. In un’occasione, uno di loro mi disse: maestro, per capire la rivoluzione cubana mi risultano più convincenti i suoi racconti piuttosto che mi ripetano che il socialismo è una buona cosa. Invece perché lei me lo sta dimostrando. Però voglio anche scrivere un libro sulla rumba –spiega – della rumba hanno scritto molti, ma mai un rumbero. Chi non ha l’esperienza di questo mondo, corre il rischio che gli sfuggano dettagli vitali, come già è successo. Poiché ho il dominio di tutti i ritmi afrocubani, posso definire con precisione la provenienza di ogni cosa. Voglio che sia chiaro che sono in disaccordo con molte cose che sono state scritte su questo argomento. Ciò nonostante – e sorride come il bambino birichino che è stato – sono molto pigro per scrivere.

Tratto e adattato da “El Goyo - Te lo dice un rumbero” di Luis Ubeda (Salsa Cubana n.7/8, 1999).

A continuazione, vi proponiamo un'interessante intervista che Pedro Pérez-Sarduy fece a El Goyo en 2007 nel suo appartamento in calle 12 nel Vedado.

http://pedroperezsarduy.blogspot.com/2012/01/enlloro-para-el-goyo-la-habana-1936.html

Funerale di Gregorio Hernandez Rios (La Habana -gennaio 2012)



 
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