
HABANA D’PRIMERA vola a conquistare il mondo con il suo "Pasaporte"!
di Leonel Rogier (El Farandulero mayor)
Il prossimo CD di Alexander Abreu y Habana D'Primera si chiamerà "Pasaporte" dal nome del brano "Carita de Pasaporte", che ha già conquistato il pubblico ed ha vinto la Fiesta Cubana AWARDS 2011 come migliore canzone del Anno. Questo CD presenta 11 temi musicali che Alexander Abreu ha presentato in un’intervista esclusiva per il nostro sito partner www.fiestacubana.net. Alexander sta pensando di inserire nell’album altri due brani, ma non ha ancora preso una decisione definitiva.
1. Pa’ mi gente (No me importa)
2. Plato de segunda mesa
3. La figura (feat. Alexander Delgado - Gente D'Zona)
4. carita de pasaporte
5. Se te olvidó quien soy
6. Al final de la vida
7. La celosa
8. Donde estemos tu y yo (feat. Issac Delgado)
9. Amor a la roca
10. El que sabe esta calla’o
11. Verdades que hablan
Habana D'Primera prende il volo con il suo "Pasaporte" e viaggia non solo in Europa ma anche in America Latina e più recentemente negli USA! Questo titolo è particolarmente azzeccato perché Habana D'Primera ha chiaramente scelto un percorso essenzialmente salsero per entrare nel cuore di un pubblico latino più vasto e per aprirsi le porte del mercato internazionale. Tuttavia, questa scelta non sembra aver sacrificato la qualità musicale di questo grande gruppo. Pezzi abilmente costruiti, progressivi e con un ritmo “cadencioso” molto ballabile, con tumbaos scanditi da un piano raffinato e da un basso energico e groovy, che pulsa forte come il cuore di quest’orchestra con i suoi cori martellanti e contagiosi, il cui stile sembra preso in prestito dal "Medico De La Salsa" per accompagnare una voce particolare, calda ed emozionante, quella di Alexander Abreu.
Nelle parole di Juan Formell, la musica di Habana D'Primera è una "salsa de lujo" (Salsa di lusso): i suoi continui passaggi musicali deliziano le orecchie dei melomani senza mai perdere di vista i bailadores. La tastiera di Harold Diaz, il pianoforte di Tony Rodriguez , la chitarra di Rogelio Napoles intervengono per offrire piccoli tocchi raffinati per impreziosire la già ricca ed articolata musica di Habana D’Primera. I mambos, sono alternativamente jazz, salsa, swing o funky, oppure armonizzati nel gioco di chiamata e risposta tra trombe e tromboni. Questi musicisti eccezionali si distinguono per la loro incredibile intesa e dimostrano che dopo "Los Metales del Terror" di NG La Banda sono nati i “Metales de la Maestria” con Amaury Perez, Carlos Alvarez, Orlando Vasquez e Uyuni Martinez. Questa intesa è ancora più apprezzabile nelle potenti e ricercate percussioni del gruppo, sorprendenti per i suoi 'blocchi', per i breaks e comunque per la loro raffinatezza. Il virtuosismo dei timbales di Rodney Barretto, delle congas di Guillermo Del Toro e del nuovo bongocero si alternano e si intrecciano, trasmettendo un ritmo irresistibile, potente e tuttavia elegante, vivace e festoso. Il tutto è combinato in una magistrale orchestrazione assolutamente di alto livello, di primo piano, "D'Primera", colorata con i sapori della Habana di oggi, timba elegante eredità della musica di Issac Delgado, Paulito FG e Manolin el Medico de la Salsa, sonorità immortali e molto contemporanee grazie all’energia peculiare di Alexander Abreu, colosso della Musica Cubana.
L'essenza di questo album è sicuramente salsera! Con l'eccezione di Verdades Que Hablan che è invece una balada, tutti i brani sono salsa. Salsa cubana con sottili incursioni nel mondo della timba. L'ispirazione, a livello dei testi, questa volta è in genere più romantica e malinconica ma, a livello musicale, i pezzi sono decisamente destinati ai bailadores di tutto il mondo.
Proprio come l'inizio del disco Haciendo Historia con Resumen de Los 90, questo Pasaporte si apre con una pezzo potente e scatenato che lascia senza fiato, Pa' Mi Gente. un tributo al pubblico di Habana D’Primera. Tuttavia, Alexander Abreu sembra aprirsi un po’ di più con il pubblico, rivelando la sua sensibilità, un’emozione nascosta probabilmente ispirata dalla sua vita privata, con tre pezzi di delicata e profonda poesia Plato de segunda mesa, Se te olvido quien soy e Amor a la roca.
Plato De Segunda Mesa è un salsa quasi romantica nella sua introduzione, sempre elegante e adatta a soddisfare i ballerini con il suo ritmo misurato e a ballare casino quando il gruppo inizia a suonare i suoi tumbao ed i cori.
La Figura è una nuova collaborazione di Alexander Abreu e Alexander Delgado di Gente d’Zona. Avevano lavorato insieme al Salon Rojo dell'hotel Capri. Habana D'Primera aveva interpretato "El Animal". "Alexander e Alexander," Lo mejor che suena ahora con Lo mejor con ... che suena ahora! In questo brano si nota lo stile che contraddistingue tutti i pezzi di Gente D'Zona, ma questa volta, con altra musica! Salsa che tende molto sottilmente al timbaton, il tumbao è onnipresente! Eso es Talento, eso es Corazon, y eso es melodia y eso es Guaperiaaaa!
Pasaporte non occorre presentarla! Questa canzone ha deliziato il pubblico di tutto il mondo perché parla al cuore, all’anima di tutti gli emigrati e delle loro famiglie! La dolcezza della melodia, la semplicità e la purezza del ritmo l’hanno resa la canzone dell'anno! Che la si possa ballare stretti-stretti in Colombia, in linea o in stile casino, questa canzone è un classico universale.
Se te olvidó quien soy è un’altra salsa, ma più veloce. Con magistrali passaggi di violino che si intrecciano con una tromba malinconica, emozionando con un testo triste, potente e profondo.
Al final de la vida è un altro successo già noto al pubblico grazie alla sua uscita sulla compilation Latino! 44 e grazie al video clip grandioso e spettacolare di Kerry Ribchester. Questo son ripete la ricetta del famoso "Despues de un beso", un mix di son tradizionale e di raffinata salsa, con il suono delicato del tres e del bongó che si amalgamano con il tumbao di piano e il mambo dei "Metales de la Maestría", insieme ai timbales di Rodney Barretto e la tromba incantata di Abreu ... "Ojo por ojo .. Es un refran que dice la gente". Occhio per occhio, dente per dente "a rischio di lasciarci alle spalle un mondo di ciechi. Per fortuna, qui Alexander lancia il suo messaggio di pace e saggezza.
La celosa è un son-pilon di sapore caraibico che ricorda un successo Arnaldo y su Talisman. Alexander ci prende per mano e ci fa rivisitare questo genere popolarizzato da Pacho Alonso e Enrique Bonne padri rispettivamente di Angel Bonne e di Pachito Alonso!
Donde estemos tu y yo "Indipendentemente da dove siamo io e te " celebra l’amicizia di Abreu e Issac Delgado. Come tutti sanno, Alexander Abreu dopo il successo del Grupo Danson decise di rimettere insieme la maggior parte della band di Issac Delgado, quando questi lasciò Cuba per vivere in Florida. In questo brano si incontrano di nuovo, amici e complici. Uno con la sua divina voce di velluto e l'altro con la sua magica tromba. Come Arsenio Rodriguez e Felix Chappottín, i due amici sono ambasciatori della musica cubana che si adoperano per la sua diffusione all'estero, grazie alla qualità della loro musica, all’universalità dei loro messaggi e del loro stile. Nella sua parte finale questo pezzo culmina con la cumbia, come "La vida es un Carnevale" o "Paquito va", che ha decretato il successo di Issac nel mondo latino. Questa canzone inizia con nello stile del chevere de la salsa. Una Salsa moderna in cui le due voci di Issac e Alexander si incontrano e si fondono per celebrare la musica cubana, la loro cubanía ed loro rapporto professionale, sempre pieno di rispetto e ammirazione reciproca. La timba vi fa capolino con la sua forza e il virtuosismo dei timbales di Rodney Barretto.
Amor a la roca è una salsa commovente, toccante, che Alexander inizia come una ballata sentimentale con una drammaticità senza precedenti.
Ya no me puedes decir
como se te sale el amor a la roca
Como le vienen dos cubos de hielos
Al liquor que te hizo salir de este mundo
Lo malo es de ser profundo al amar
Es como llegar sin freno al adios
Alexander ci aveva commosso con la forza dei suoi sentimenti in Confiesale. Con Amor a la roca, ci turba nel profondo. La sua voce ci delizia e ci esalta fino all’entrata dei cori che ci introducono in un’atmosfera più salsera che alleggerisce l’atmosfera del brano:
Habana D'Primera qui ci ricorda la sua ispirazione alla musica di Manolin El Medico de la Salsa, con i suoi ritornelli ed i mambos ossessivi.
El que sabe esta callao’ è davvero un timba che trasmette pura energia afro-Cubana! Un senso di straordinaria potenza si sprigiona ed Alexander ci rivela un segreto "Voy caminado al cielo…. Pero nadie sabe nada … El que sabe esta calla’o !"
Verdades que hablan è una ballata che chiude questo album, ma difficilmente Alexander Abreu potrà resistere alla tentazione di aggiungere generosamente altre due tracce. Il tempo ci dirà se questo Pasaporte viaggera con questi altri due visti.







