di Stefano Santini
Il 23 luglio del 1997, Elio Revé Matos muore vittima di un incidende stradale. A partire da allora la direzione dell’orchestra viene assunta da suo figlio Elito Revé Duverger, percussionista compositore e pianista. Rispettando gli elementi caratteristici del ritmo Changüí, Elito ha introdotto arrangiamenti innovativi al repertorio dell’orchestra. Tra i successi dell’orchestra in questa nuova fase: El dominó, Uyuyuiii qué veo e Fresquecito che insieme ad altri successi precedenti, come Mi salsa, hanno collocato l’orchestra ai livelli più alti della musica cubana attuale. Nel 2008, il Charangón di Elito Revé si è guadagnato il premio Cubadisco nella categoria “Musica Popular Bailable” con la produzione discografica Fresquecito (Bis- Music), in cui si coniugano gradevoli sonorità e arrangiamenti innovativi. Un altro premio gli è stato assegnato in Francia dal portale www.fiestacubana.net.
Stefano – So che hai già diverso materiale pronto per il nuovo disco.
Elito – Il nuovo disco già lo stiamo preparando, si intitola “¿De que estamos hablando?”, conterrà dodici temi musicali. Abbiamo già registrato la Boda en Bicicleta, perché ci tenevo molto. Si tratta di un brano della Orquesta Revé che risale a circa venti anni fa. E’ un tema che non è mai uscito in CD, perché allora esistevano solo dischi in vinile. Per questo motivo, è un brano che non conoscono in tanti. Di quelli che conoscono La Boda en Bicicleta, pochissimi posseggono il disco in vinile. Il disco nuovo conterrà brani miei, tra cui lo stesso brano ¿De que estamos hablando? Che da il titolo al CD. Ci sono poi alcuni temi di Aisar Hernandez e un brano di Cucurucho (ndr: Roberto Carlos, pianista dei Van Van) di cui ha anche curato l’arrangiamento.
Stefano – Questo tema di Cucurucho è un changüí?
Elito – Si è un changüí, ma molto moderno e ballabile. In questo disco inviterò Pipi (Eduardo Goulet) e il gruppo Estrellas de Yateras. Si tratta di un gruppo cubano “storico” di changüí. Suoneremo un tema insieme a loro. Per occasione inviterò Pancho Amat che suonerà il tres. Ci sarà un tema di Roberton Hernandez dei Van Van, ma cantato da Dagoberto. Un tema sarà di Pachi il mio pianista, un altro tema è di Andy il timbalero. E’ un disco interessante, quando torniamo a Cuba cominciamo a lavorarci e credo che potrebbe essere pronto anche per novembre. E’ ora di far uscire il disco nuovo, perchè i nostri fans lo stanno aspettando con ansia. Il disco è concepito tanto per il mercato interno cubano, tanto per quello europeo e nordamericano, è molto ritmato, molto ballabile ed interessante per le scuole cubane di ballo sparse per il mondo. Conta che Fresquecito è ormai uscito nel dicembre del 2007.
Stefano – Si è uscito già da un po’ ma ti ha dato molte soddisfazioni, visto che ha vinto la scorsa edizione del Cubadisco.
Elito – Si è arrivato primo nella categoria "Musica popolare ballabile", ma non solo. Abbiamo anche vinto un premio in Francia. Si, Fresquecito mi ha dato soddisfazioni ma confido molto nel disco nuovo. Poi sarete voi a giudicare, dopo averlo ascoltato. Già se ne parla, molti conoscono già il titolo. Perchè come tu sai De que estamos hablando è un' espressione tipica che utilizzo spessissimo.
Stefano – Girerai dei videoclip?
Elito – Per il prossimo disco abbiamo in programma di registrare due videoclip.
Stefano – Il disco uscirà sempre con l’etichetta Bis-Music?
Elito - Si, esce con la Bis-Music.
Stefano – Anche in Italia?
Elito – Per l’ Italia esiste una accordo di licenza con la Planet Records, ma non sono molto dentro questi meccanismi commerciali… per cui, non so dirti precisamente.
Stefano – Non sei preoccupato dalla crisi della salsa?
Elito – No, perché credo che ogni genere musicale abbia il suo seguito. Adesso va molto forte il reggaeton, ma la salsa continua ad avere il suo pubblico. La strategia da seguire è quella di continuare a suonare ognuno il proprio genere musicale con serietà, a condizione però di continuare a fare buona musica. Ognuno deve proseguire con sulla linea artistica che gli è più congeniale. Un’ altra via da percorrere potrebbe essere quella di innovare la salsa fondendola ulteriormente con altri generi musicali, compreso il reggaeton. Io ho rispetto per tutti i generi musicali. A settembre o ottobre, in occasione dell’anniversario dell’orchestra inviterò anche il gruppo cubano di reggaeton Gente D’ Zona, oltre a Juan Formell, Adalberto Alvarez e altri.
Stefano – Tu pensi di provare operazioni di fusione musicale con il reggaeton?
Elito - Non credo. La Revè non ne ha bisogno perché ha già una sua traiettoria artistica ben delineata, ha una sua identità, è conosciuta a livello internazionale. Sere fa, stavo parlando con Gilberto Santarosa e lui stesso aveva ben presente la discografia dell’orchestra, dai dischi registrati da mio padre fino a Fresquecito. Intendo proseguire su questa linea artistica.
Stefano – Quindi continuerai a suonare soprattutto changüí.
Elito – Si, ma un changüí moderno. Il mio changüí è diverso da quello che suonava mio padre. E’ diverso sotto diversi aspetti, non solo sotto il punto di vista degli arrangiamenti. Se uno ha presente la discografia dell’orchestra si accorge che l’orchestra è andata cambiando gradualmente, da disco in disco.
Stefano – Puoi spiegarmi in che modo il changüí che suoni oggi si differenzia da quello suonato da tuo padre?
Elito – L’orchestra di mio padre risale al ’56. Al principio era una charanga, non aveva tromboni e nemmeno il bongó. Aveva violino, basso e pianoforte. Più tardi, mio padre introduce trombone e bongó, cambiando così la sonorità dell’orchestra. A mia volta, quando ho assunto la direzione dell’orchestra, ho introdotto la batteria. Mio padre aveva solo le pailas: una hembra e un macho. In questo modo ho ulteriormente arricchito la sonorità dell’orchestra. La parte che riguarda le percussioni è migliorata. Se anche l’elemento ritmico dell’orchestra continua ad essere lo stesso, la sonorità ne risulta sicuramente arricchita.
Stefano – La ritmica rimane la stessa, ma le sonorità che ascoltiamo le avvertiamo diverse.
Elito – Esistono cambiamenti anche nella maniera di comporre ed arrangiare. E’ stato importante e continuerà ad essere importate l’apporto di Aisar. In questo disco, come già ti ho detto, c’è anche il contributo di altri giovani come Cucurucho, Andy e Pachi che hanno anche curato le orchestrazioni. Sono giovani e hanno idee moderne e fresche. Continueremo a suonare changüí, ma con una concezione molto moderna.
Il video della versione originale di La Boda en Bicicleta (1986) .... que sabor!!!







