Di José Manuel García Suárez
Avrebbe compiuto novantaquattro anni il passato 19 agosto, il pianista, arrangiatore e compositore Luis Martínez Griñan, conosciuto da tutti come “Lilí”, colui che seppe creare un proprio stile distintivo che è divenuto un modello per molti pianisti latini, in cui si percepisce chiaramente la sua influenza.
Originario della provincia di Guantanamo, si avvicinò allo strumento attraverso sua sorella Ana Emilia, che concentrò tutti i suoi sforzi per orientarlo verso la musica concertistica, anche se molto presto l’ impulso del son, del nengón e del changuí risvegliarono il suo interesse per i ritmi ballabili, spingendolo ad entrare, a soli venti anni, nell’orchestra di Corsino Calzado, fino a creare nel 1937 la propria orchestra chiamata Los Champions, con cui si guadagnò prestissimo il favore del pubblico locale.
Ne 1940 firma un contratto esclusivo con l’emittente CMKS, prendendo parte a tre programmi giornalieri, responsabilità che alternava con esibizioni in diverse accademie di ballo nella vicina provincia di Santiago de Cuba.
A metà degli anni 40 viene invitato dal tresero Arsenio Rodríguez ad unirsi al suo conjunto, per sostituire il noto pianista Rubén Gonzales che aveva deciso di trasferirsi a Panama, fu proprio allora che il flautista Antonio Arcaño iniziò a chiamarlo “
Nel conjunto di Arsenio Rodríguez, Lilí trovò le condizioni ideali per dare sfogo a tutte le sue qualità, tanto da dare vita a una lunga lista di temi musicali tra cui emergono: Que se Fuñan, Alto Songo, Cuídese Macomé, Quimbombó que Resbala, Las Cositas de Mami, Juventud de San Leopoldo e molti altri, che non sarebbero solo diventati vere hits nelle principali sale da ballo dell’epoca, ma si sarebbero convertiti in grandi successi discografici, fino a raggiungere il livello di veri classici della musica cubana.

Quando nel 1950 Arsenio decide di andare negli USA e lascia al trombettista Félix Chappotín a capo dell’orchestra, furono Lilí ed il cantante Miguelito Cuní i punti di appoggio fondamentali su cui contò Chappotín per mantenere in vita il conjunto, le cui incisioni sono state raccolte dalla Egrem in album come Tres Señores del Son, e Vuelven los tres Señores del Son, in cui si può apprezzare chiaramente il protagonismo di questo pianista e a cui occorre aggiungere un disco che risulta un vero pezzo da museo e che ci mostra in modo speciale i suoi due aspetti di autore ed arrangiatore: l’album Son Inconcluso, inciso nel 1999 con brani inediti fino a quel momento, composti e orchestrati da Luis Martínez Griñan, con la voce di Raúl Planas, e con il piano suonato niente meno che dal grande Rubén Gonzales.
Vi invito a procurarvi queste incisioni, il cui ascolto aiuterà a comprendere l’importanza di questo musicista che possiamo considerare senza dubbio come uno dei pilastri che sotengono il pianismo popolare cubano.
Nel 2002 Manolito Simonet ha diretto ed arrangiato un omaggio al celebre pianista, l'album "Esto Sí Se Llama Querer: Tributo A Lilí Martínez" (Unicornio) Con la partecipazione di Pedro Lugo "El Nene," Mario Rivera "Mayito," Paulito F.G. and Isaac Delgado.








