Pagina 1 di 2
Lasciate che i bimbi vengano a cantare...........
di Claudio Marucci
Lasciate che i bimbi vengano a cantare, perchè di essi sarà il regno dei cieli.... timberi !!
A Emilio Frias il nuovo cantante della Revé lo chiamano El Niño (in spagnolo: “il bambino”). Sarà per la sua giovane età, ha solo 21 anni, o forse, mi piace immaginare, per il suo viso adolescenziale e un’ innocenza e semplicità umana che sono rare da incontrare negli adulti. La musica cubana ha avuto molti “niños” (bambini) o meglio bambini prodigio. Il primo che mi viene in mente è “el Niño Lucumí “ che a solo 6 anni era capace di commuovere il mondo intero con le sonorità che le sue piccole mani erano capaci di far nascere dalla tumbadora. Anche tra i cantanti abbondano esempi di giovani talenti e la lista sarebbe lunga. Potrei citare come esempio gli esordi di Issac Delgado a 20 anni con Pachito Alonso o, in tempi più recenti, quel “menor de la salsa” meglio conosciuto come Michel Maza che tutti ricordiamo per il suo trionfo con la Charanga Habanera
Per tutto ciò, senza nemmeno sorprenderci più di tanto, oggi celebriamo l’arrivo di una nuova stella timbera del canto,” El Niño” Emilio Frias. Se qualcuno si è avvicinato con sorpresa al giovane interprete del tema “ Padrino “con Tumbao Habana, oggi non ho dubbi che, con il suo passaggio al Charangón de Revé, la sorpresa si è convertita in certezze sul suo talento destinato a mantenersi a lungo sull’ onda del successo. Lo abbiamo visto esibirsi con il suo nuovo gruppo a maggio a la Habana e già si ascolta la sua voce nelle anteprime del nuovo disco della Revé che già si convertirono in hits in tutte le discoteche. Sono rimasto stupito per il suo timbro particolare, tagliente come quello di un giovane Tony Calá e anche per la sua potenza espressiva che mi fa pensare agli esordi di Mayito con i Van Van. Mi ha sorpreso il suo carisma sullo scenario, nonostante la sua giovane età, un carisma che gli viene anche dalle sue radici rumbere e da un suo cammino spirituale intriso di religiosità che lo ispira nel momento del canto. Di tutto ciò si sarà rapidamente reso conto Elito Revé che lo ha voluto inserire nella sua orchestra affidandogli 4 brani del suo nuovo disco. Una cosa abbastanza strana per un esordiente e, a maggior ragione, in una orchestra come la Revé che oggi può contare sul grande talento di Dagoberto Vazquez y del Sinsonte. La sfida di cantare in questa orchestra leggendaria che ha sempre annoverato nelle sue fila eccellenti cantanti non fa paura al Niño. La sua timidezza di “bambino” la lascia fuori del palcoscenico, così come i suoi silenzi che ho avuto modo di riconoscere nel suo modo di essere in privato e che sono il riflesso della sua semplicità e di quella timidezza che ci aspettiamo in ogni ragazzo. Dalla voce di questo “bambino” non vengono nemmeno bugie. Ciò che ascoltiamo da lui è verità, quella verità che nasce da un fuoco interiore che siamo abituati a chiamare arte.
Che non si dica che promette per il futuro, perché il suo canto è una seria e solida realtà già oggi in questo filone di giovani talenti che la “isla grande” non cessa di partorire. Un altro bimbo prodigio della musica cubana, certamente un altro figlio adottivo che il pubblico europeo accoglierà con amore.
