
Pupy y los Que Son Son - "Tranquilo que yo controlo"
(EGREM - 2008)
di Stefano Santini
Credo di non esagerare, definendo Tranquilo que yo controlo come uno dei migliori dischi di Pupy y los Que Son Son. Prodotto da Joaquin Betancourt, l’ultima fatica di Pupy contiene eleganti digressioni in cui le sonorità più tradizionali si inseriscono in un contesto di musica ballabile attuale, la timba estremamente raffinata di Cesar Pedroso.
Il disco può giustamente essere considerato il commiato di José “Pepito” Gomez e, al contempo, la celebrazione della raggiunta maturità artistica di Armando “Mandy” Cantero.
Due voci affascinanti, ma soprattutto due interpreti di grande talento. In questo disco, Mandy e Pepito sembrano due atleti perfettamente affiatati che si passano il testimone con precisione e tempismo, durante una corsa a staffetta.
La realizzazione di questo album è il risultato della stretta collaborazione di Pupy con Roelvis “Bombón” Reyes (batteria) e Leonardo R. Teruel Velásquez (tromba), che hanno affiancato Pupy nel difficile compito di orchestrare i vari temi.
Un’ incredibile amalgama con musicisti che sono riusciti nell’impresa di non tradire lo stile a cui Pupy ci ha abituati in questi anni. Tutti i cori di Tranquilo que yo controlo sono “contaggiosissimi”.
Amo pensare che la decisione di mantenere i brani cantati da Pepito e la sua immagine su copertina e booklet del CD rappresenti una manifestazione di affetto di Pupy verso il cantante “fondatore” dei Los Que Son Son, che ha iniziato l’avventura fin dagli inizi dell’orchestra. Nonostante le foto di Lili (Lilibet Jove) sul libretto a corredo del CD, non mi risulta che abbia partecipato ai cori di nessun brano.
Vi canta invece la brava Monica Mesa e Jannier Rodriguez.
L’album si apre con Si me quieres conocer un guaguancò scritto da Angelito Bonne. L’interpretazione di questo brano è affidato alla voce e al “sentimiento rumbero” di Mandy che lo canta con passione, talento e “tremenda manana”. L’arrangiamento è curato da “Bombón”. E’ un tema musicale “trascinante”, che celebra la “cubania” e rivendica con orgoglio le radici e le tradizioni africane, a dispetto della discriminazione di cui sono state e rimango spesso oggetto.
Yo soy yo soy de la calle
Soy de la escuela
Soy del barrio
Y De la universidad
Y porque cante mi rumba
No me llamen marginal
…
Cubano defiende tu identidad
Oye tambien soy yoruba,congo
Oye soy lucumi y arara
Africa tu esclavo fui
Y hoy tengo mi libertad
Y ahi na’ ma ‘
Mandy celebra poi le figure storiche della musica cubana: Raul Planas, Beny Moré, Miguelito Cuní, ma non solo …
... la rumba esta de luto
Se ha muerto un gran tamborero
Paso a pasito paso a paso llego lejos
Y es que te nos fuiste Tata...tata guines
Y estan llorando los cueros
Mandy canta: “… la rumba è in lutto, i tamburi stanno piangendo”, ricorda il compianto Tata Güines, recentemente scomparso.
La vena ironica di Cesar Pedroso si esplicita attraverso la voce di Pepito, con il brano satirico Se parece aquel. In questo tema, Pupy schernisce con sottile sarcasmo coloro che mancano di stile personale e originalità, ricorrendo alla facile emulazione di modelli o personaggi di successo.
Se parece aquel
Se parece a mí
se parece al otro que vive allí
La sua ironia sfuma in una sorta di morale ed una serie di consigli. Gli ascoltatori più attenti intuiranno riferimenti, più o meno velati, a un giovane artista cubano.
"Un poquito a revés" è un brano scritto da Pepito Gomez e arrangiato da “Bombón”. Nel montuno, il ritmo accelera ed il climax giunge al culmine mentre Pepito canta:
Alerta no te quedes parado
Con mi sabrosura todo el mundo ha bailado
Y si no se te da
Y canta a tu modo
Tranquilo que yo controlo
Non per niente, il ritornello “Tranquilo que yo controlo”, contagiosissimo, dà il titolo a questo nuovo album.
Bailalo hasta fuera altro non è che il brano conosciuto come “La machucadera” ed è già un tormentone da almeno un anno. C’è poco da aggiungere, il pezzo parte “sparato” fin dalle prime note dell’intro di Pupy, diretta, semplice ed efficace. E’ un brano che trova la sua “ragione” soprattutto “en vivo” ...e anche nel disco da l’impressione di un essere un brano “live”. E allora…
Sube las manos, mueve caderas
Y con tu pareja ven pa' la carretera
… balliamo tutti con Pupy!!!
“Olvidala”, magnifico tema scritto e orchestrato da Pupy (e si sente), interpretato da uno straordinario e carismatico Pepito Gomez. Frenetico montuno e coro trascinante:
Ponle el cuño
te lo digo yo
Y olvídala
que el viento se la llevó
"El barniz" è un son montuno scritto da Gustavo Cabaña, autore di La figura soy yo e El Puro, tema orchestrato da “Bombón” ma in perfetto stile “a lo Pupy”. Desde cero, tema scritto e cantato da Pepito, può essere considerato una sorta di metafora del nuovo cammino personale ed artistica del cantante.
Y quiero comenzar mi vida de nuevo
Quiero comenzarlo todo de cero …
Come commentarla? Ottima prestazione …. un Pepito al top.
"Ve bajando", tema scritto ed interpretato da Mandy Cantero, orchestrato da Leonardo R. Teruel. Brano molto intrigante, a mio parere. La “intro” si trasforma in un crescendo che poggia sul fantastico tappeto rappresentato dal tumbao di Pupy (molto Pupy), i fiati impattano l’orecchio dando quasi l’impressione di una dissonanza. C’è un momento che sembra ricordare i Van Van. Magnifico! Coro finale:
ciao ciao andando... recoge los chelis y ve bajando
"Calla calla" è un vecchio brano di Pupy, da lui riarrangiato ed affidato alla voce di Pepito. Migliorato rispetto al promo che ha circolato fino a pochi mesi fa. La mia impressione è che sia più incisivo e ritmato.
“Nadie puede contra esto”, son scritto e orchestrato da Leonardo R. Teruel, autore tra l’altro di “A la Italiana”, è interpretato da Mandy Cantero. Splendida “intro”, magnifici cori, un fantastico Mandy.
Tanto per ribadirlo, i cori di questo disco lasciano veramente il segno.
Nadie puede contra eso
Y yo te digo por eso
Y nadie puede contra eso
...per arrivare all’apoteosi:
Esa gracia que tengo
Nadie me la va a quitar
Maferefun Yemayá,
Maferefun Eleguá
Due incursioni nella tradizione della musica cubana con “Cuando los años pasan” danzón di Oreste Lopez, orchestrato da Cesar Pedroso per omaggiare il padre che lo suonava negli anni ’50 con la Orquesta Sensación, cita Beethoven scivola in “As time goes by” suonata da “Sam”, nel film Casablanca, magnifica interpretazione di Pupy con il suo tocco quasi magico. Per l’occasione, ritorna José Luis Quintana (Changuito) al timbal, insieme al flautista Joaquin Oliveira.
Altra ospite eccezionale: “la novia del filin” Omara Portuondo che interpreta "Vecina prestame el cubo" un son montuno degli anni ‘50 scritto nientemeno che dal “ciego maravilloso” Arsenio Rodriguez. Cantano con lei Pepito e Mandy. Juan De la Cruz (Cotó) al tres.
Particolare dolente del CD:
il suono un po’ “chiuso” e poco dinamico. Purtroppo, dal punto di vista della qualità di registrazione, dinamica e la resa del suono, i dischi realizzati da Pupy con la disquera tedesca Termidor sono tecnicamente migliori.








