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di Claudio Marucci
Con i suoi 54 anni di storia, l’orchestra Revé, nota a livello internazionale anche come il Charangón, continua a godere del favore degli amanti della musica cubana ballabile contemporanea. Il Charangón attraversa attualmente un momento di grande successo nazionale e internazionale culminato nella premiazione nel
Per realizzare tutto ciò, Elito Revé ha saputo rispettare l'eredità musicale trasmessagli da suo padre, non solo esprimendosi attraverso lo stesso linguaggio e sintassi musicale ma piuttosto riproponendo il suo changüí attraverso un dialogo costante e intensamente creativo tra tradizione e innovazione. Questa formula musicale così originale si presenta ancora oggi, attraverso questa produzione discografica che pur mantenendo lo stile proprio del Charangón si arricchisce grazie al rinnovamento della sezione voci dovuto principalmente all’ingresso nell’ orchestra della voce carismatica di Emilio "El Nino" Frias proveniente dal gruppo Tumbao Habana. Un’altra innovazione di deve all’entrata per la prima volta nella storia del Charangón di una voce femminile, rappresentata da Susel “La china”. Un giovane talento molto promettente che, con sua presenza, costituisce da subito un’ulteriore risorsa per nuove sonorità di questa orchestra. Se volete accertarvene vi consigliamo di ascoltarla in "Ya se cantar, ya se bailar“, brano che faceva parte del repertorio orchestra a metà degli anni '70.
Per di più, il lavoro dei nuovi cantanti si apprezza tanto per il loro ruolo come solisti quanto sul piano dei cori, che raggiungono ora una bellezza cristallina attraverso un cocktail delle voci acute di Sinsonte, Emilio e Susel. Ora più che mai, questa combinazione di suoni acuti del coro si sposa perfettamente con il suono grave e potente dei tromboni che caratterizzano il suono “maschio” di questa orchestra, contribuendo a definire il suo marchio distintivo. Sono già conosciuti il contributo del meraviglioso lavoro vocale di Dagoberto Vásquez, colonna portante dell’orchestra e la magia degli arrangiamenti del bassista Aisar Hernandez, altro indispensabile artefice del sabor attuale del Charangón. Ma forse la caratteristica più evidente e quella che attrae di più della sua musica è l’allegria spensierata e travolgente delle sue sonorità che contagia l’ambiente cittadino, con la sua festa rurale changüisera. Lo sa bene il pubblico bailador che riconosce questo sabor inimitabile già dalle prime note delle canzoni di questo nuovo album in cui figurano anche importanti invitati del calibro di Chucho Valdés, Pancho Amat, Guajiro Mirabal, il gruppo de reggaeton Kola Loka e il gruppo di Changüí tradizionale Pipi in Yateras.
Questa nuova produzione discografica riflette il momento d'oro di questa orchestra e non fa altro che confermare il successo del pluridecorado "Fresquecito", forse riuscendo nella difficile impresa di eguagliare la sua qualità aggiungendovi più freschezza, originalità e potenza. Tutto ciò grazie alla varietà ritmica dei suoi brani che si occupano di cronaca sociale, esperienze di vita cubana, invocazioni religiose all’universo santero così come al solar e alle radici rumbere ed esprimendo tutto in una lirica che riunisce i modi di dire del linguaggio popolare e le grida di gioia e di descarga changuisera così caratteristiche della voz-off (voce fuori campo) di Elito. Nessun dubbio, che canzoni come "Agua pa 'Yemaya" e "De que estamos hablando” godranno presto del favore dei ballerini del mondo intero diventando con il tempo come una parte del repertorio classico di questo orchestra.
Comprare questo disco o partecipare a un concerto della Revé è come entrare nella formula segreta che unisce la più pura cubanía a sabor e allegria contagiosa. Questa nuova proposta musicale dell'orchestra Revé suona più ricca che mai, essendo in definitiva la felice espressione di una sintesi creativa tra i più alti contrappunti della musica cubana. Già abbiamo posto l’accento sulla dialettica tra tradizione e innovazione, ma dobbiamo anche rilevare che la musica di Revé è allo stesso tempo, musica campesina e la musica urbana, guajira e rumbera, musica ritmicamente complessa e melodia facile da cogliere.
È soprattutto la musica popolare… talmente popolare che mantiene il suo sabor anche dopo 54 anni di vita. Quindi... de que estamos hablando???








