
Fotoreportage di Miguel Rubiera Justiz
La miscela enorme di etnie e culture che convergono in questo Festival del Caribe trasforma la città in un grande tempio del patrimonio di vita e di diversità. Sempre aperta all'incontro e la conoscenza, Santiago è in movimento e non solo per le scosse, più di un migliaio di visitatori provenienti da 30 paesi, la cifra più alta nella storia della città caraibica - camminano per le sue strade, si divertono e scambiano le loro usanze e tradizioni.
Portatrici di diverse culture, le delegazioni nazionali ed estere si sono unite per quasi due ore nella tradizionale Sfilata del Serpente, spettacolo che ha mostrato, oltre ai ritmi e riti religiosi locali, la grande creatività del nostro grande continente.
Il son, la rumba, lo zapateo, i ritmi afro-cubani, il reggae ed i suoni della corneta china e dell’immancabile conga hanno invaso le strade e fatto ballare centinaia di partecipanti che, da Plaza de Marte al Parco Céspedes, hanno anche apprezzato il samba e le movenze pernambucane, delle danze tradizionali di Curacao e Argentina, di danze di origine indigena e le popolari melodie messicane. Da Pernambuco sono arrivati alcuni esponenti della sua di cultura popolare, come Maracatú, Afoxé, Caboclinhos, ed il Grupo Bongar.
Anche se il calendario festivo assicura ancora festeggiamenti, mostre d'arte, spazio per la poesia, convegni e conferenze, non vi è dubbio che la trentesima edizione della Festa, già a pochi giorni dalla sua apertura, abbia trasformato Santiago in una grande fiera del rispetto per la diversità e le espressioni culturali di tutti i popoli
Tratto da Cubadebate.cu








